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Da Ice Cube a Phil Collins: 8 pezzi che non sapevi fossero ‘campionamenti’

Nel mondo musicale capita spesso e col passare tempo è quasi dell’ordine del giorno, che per creare nuove basi musicali vengano ‘campionate’ delle basi già esistenti, di solito di pezzi molto più vecchi a cui viene data una ‘rinfrescata’.

Tramite il ‘sample’, che è uno strumento musicale elettronico in grado di acquisire campioni audio per riconoscerne un suono approssimativo alle note musicali del pentagramma, molti artisti hanno creato delle vere e proprie hit mondiali, dalle tonalità così innovative che sembrava impossibile potessero essere dei campioni audio di altre tracce del passato. Ebbene oggi ve ne propongo alcune:

1) Hate it or love it – The Game ft. 50 Cent     [The Trammps – Rubber band]

Questo pezzo pubblicato nel 2005, ha ricevuto tutte le nomine possibili ai premi hip hop, su Youtube vanta oltre 77 milioni di visualizzazioni e ha sancito probabilmente il punto di massimo exploit del new gangsta rap degli anni 2000, per una canzone che resterà sempre nell’Olimpo di questo genere… Ma in realtà la scoperta di questo sound, si deve ai The Trammps e alla loro ‘Rubber Band’, pubblicata nel 1975, giusto 30 anni prima.

2) Changes – Tupac ft. Talent             [Bruce Hornsby & The Range – The way it is]


Questa perla del rapper più famoso di tutti i tempi, Tupac Amaru Shakur, è una delle canzoni simbolo della sofferenza che gli afroamericani affrontavano quotidianamente a causa della discriminazione razziale. Pubblicata nel 1998 e quindi postuma rispetto alla morte del rapper di New York avvenuta due anni prima, questo brano è uno dei più famosi al mondo, riconosciuto in tutti gli ambiti musicali… Ma anche questo pezzo ha delle radici più profonde, che risalgono al 1986 e alla musica di Bruce Hornsby nel suo pezzo tratto dall’omonimo albulm ‘The way it is’.

3) O’ mar e o’ sol – Rocco Hunt ft. Clementino                [The O’Jays – Now that we found love]


Pezzo che ha lanciato il giovane Rocco Hunt, in compagnia di un già quasi affermato Clementino, O’ mar e o’ sol è una canzone che ha avuto un grande successo, non solo nel meridione ma in tutta Italia nonostante sia cantata in dialetto regionale. Una sorta di unione tra Salerno e Napoli, città rispettivamente di Rocco e Clementino, in un pezzo dal testo molto importante e che è rimasta nel cuore di molti appassionati del genere, sicuramente una delle rare perle del rap italiano… Ma, il sample usato dal producer Fabio Musta arriva direttamente dal 1973, grazie ai The O’Jays e la loro Now that we found love. Canzone stupenda e dal testo molto significativo.

4) Gettin Jiggy with it – Will Smith                [Sister Sledge – The greatest dancer]


Decisamente più bravo come attore che come rapper, Will Smith durante la sua lunga e florida carriera si è cimentato in ogni genere di lavoro nello show business, pubblicando anche qualche album hip hop se possiamo definirlo tale. In realtà la carriera di Willy, nasce come rapper e in seguito scopre il suo talento per la recitazione. Infatti, insieme a Jazzy Jeff hanno inciso comunque dei pezzi rilevanti come Summertime. Ma, non è il caso di Gettin jiggy with it, pezzo che riporta solo alla mente festini stile Miami e che in realtà è una campionatura di una pietra miliare della musica black e disco r’n’b soul, ovvero ‘The greatest dancer’ dello storico gruppo composto da 4 sorelle, le Sister Sledge.

5) Paradise – Wiz Khalifa ft. Berner               [Phil Collins – Another Day In Paradise]


Qui ci vorrebbero schiaffi, sputi e offese per come il rapper Wiz Khalifa e il suo amico in carne Berner, hanno campionato una pietra miliare della musica che corrisponde al nome di Another day in paradise del grande Phil Collins. Canzoni, dal testo e dal significato diametralmente opposto. Quella di Wiz è orecchiabile e da party, mentre con Phil non si scherza signori.

6) Sinnerman – Felix da Housecat (remix)               [Nina Simone – Sinnerman]


A mio parere, questi sono entrambi dei capolavori. Il remix di Felix da Housecat, nonostante a primo impatto possa sembrare una cafonata delle migliori, in realtà conoscendo la versione e il testo originale [riproposto anche nel remix], si nota come nonostante tutto si sia mantenuto quel sound malinconico caratteristico di tutto il brano. Il testo parla di un peccatore e della sua voglia di fuggire dai suoi peccati cercando l’aiuto di qualcuno dall’alto, quel qualcuno che alla fine il protagonista si renderà conto che non arriverà mai. Anzi, potrebbe essere più la colonna sonora del diavolo. La versione originale è del 1965 con tonalità ben diverse, ad opera della grande cantante Nina Simone, che ne ha inciso anche una versione deluxe di 10 minuti.

7) Part time mutha – Tupac                    [Stevie Wonder – Part time lover]


Troviamo ancora una volta Tupac. Stavolta la leggenda del rap va a scomodare un’altra leggenda [vivente] del panorama musicale, ovvero Stevie Wonder. Il pezzo di Tupac pubblicato nel 1991 è campionato nella musica e in parte anche nel titolo dal brano originale del cantante non vedente, risalente al 1985. Leggenda della musica soul, è uno dei più apprezzati cantanti e musicisti della storia della black music e tra i più famosi artisti pop del secondo dopoguerra. Nella sua lunghissima carriera è arrivato a conquistare ben 25 Grammy Award… e tutto questo nonostante fosse cieco dalla nascita. Palle enormi, solo rispetto per Stevie.

8) Check Yo Self – Ice Cube                [GrandMaster Flash and The Furious Five – The Message]


Ultimo, ma non per ordine di importanza, troviamo Check yo self di Ice Cube, ex membro degli NWA e precursore del vero gangsta rap. Qui tra versione originale e sample c’è quasi tutta la storia dell’hip hop: già, perchè se il pezzo di Cube pubblicato nel 1993 è considerato uno dei migliori di sempre e per un occhio attento noterete che il video è la continua di ‘Today was a good day’; The Message ad opera di Grandmaster Flash è considerato dalla rivista Rolling Stone la miglior canzone hip hop della storia ed è stato inoltre inserito nella lista delle 500 migliori canzoni della storia al 51º posto. Tutto questo, perchè nel 1982 con questo pezzo arrivava la prima vera musica che parlava dei problemi e dei disagi che gli afroamericani vivevano nei ghetti. Quindi, quale modo migliore di chiudere questo articolo

Don’t push me cause I’m close to the edge
I’m trying not to lose my head, ah huh-huh-huh
It’s like a jungle sometimes it makes me wonder
How I keep from going under

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

6 commenti

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