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Guarin-Juve, era solo questione di tempo?

Qualcuno lo ricorderà bene, altri un pò meno. Non si tratta di voler essere complottisti, ma semplicemente di provare a dare un senso, a una trattativa come lo scambio Vucinic-Guarin, che regalerebbe alla Juve un giocatore da 15 milioni cercato già in passato in cambio di uno che sul mercato ne vale 8 (esagerati forse in questo momento).

Per capire bene a cosa mi sto riferendo, bisogna fare un passo indietro di circa due anni. Era il Gennaio 2012, anno in cui l’Inter stava dando i suoi primi segnali di definitivo cedimento, cambiando tre allenatori in un anno (Gasperini, Ranieri, Stramaccioni) e la Juve si avviava verso il primo scudetto dell’era Antonio Conte.

Entrambe le compagini erano molto attive sul mercato, l’Inter per provare a raggiungere un posto in Champions e la Juve per portare a casa il tricolore nel duello con il Milan.

INTERESSE BIANCONERO – Dal mazzo di carte di Beppe Marotta, il nome che venne fuori fu quello di Fredy Guarin, 25enne colombiano in forza al Porto. Il dg bianconero studiò un piano economico da presentare al presidente lusitano Pinto da Costa: la Juve era pronta ad arrivare a 11 milioni, mentre i portoghesi non volevano scendere sotto i 13 milioni.

Il centrocampista colombiano, di cui ormai conosciamo bene il carattere, conscio della possibilità di andare alla Juventus iniziò ad alzare la voce: O vado alla Juventus o non se ne fà niente (dejavù?), se lascerò il Porto sarà solo per i bianconeri”

E così la dirigenza di corso Galileo Ferraris, forte della volontà del giocatore decide di attuare una nuova strategia di mercato: la Juve volle acquistare il colombiano con la classica formula del prestito con diritto di riscatto e stanziò 2 milioni per il trasferimento a titolo temporaneo e 9 per rilevare l’intero cartellino.

Si trattava di scegliere tra lui e il ritorno di Martin Caceres (allora in forza al Siviglia), data la disponibilità di un solo posto da extracomunitario.

INSERIMENTO INTER – Sembrava tutto fatto. Marotta incontrò i dirigenti lusitani e il procuratore del colombiano Marcelo Ferreyra a Milano, per discutere degli ultimi dettagli. Ma arrivò la notizia che fece infuriare il dg bianconero: in uno degli alberghi di Milano nella zona Fiera, gli agenti di Guarin incontrarono anche il vicepresidente esecutivo dell’Inter, Angelomario Moratti, e il d.s. nerazzurro Ausilio. Un episodio che ha “infastidì” la dirigenza bianconera, la quale replicò dettando le proprie condizioni. Ovvero se la Juventus avesse fiutato puzza di asta, si sarebbe ritirata immediatamente, virando su Caceres.

E difatti, pochi giorni dopo la Juventus ufficializzerà Caceres. L’Inter, invece (inventandosi per una volta maestra del mercato), trovò l’accordo decisivo sulla base di un prestito oneroso per sei mesi (con due milioni da pagare subito) e l’obbligo di riscatto a giugno fissato a 11 milioni di euro. Insomma poco più dell’offerta finale di Marotta.

L’INFORTUNIO – Guarin, veniva da uno stop lungo bene 7 mesi e infatti vide il campo la prima volta in neroazzurro solo il primo Aprile 2012. Nessuno aveva mai parlato dell’infortunio fino alla conclusione della trattativa, anzi quelle poche voci che trapelavano dopo le visite mediche parlavano di un Guarin ancora non pronto ma che nel giro di massimo 3 settimane sarebbe sceso in campo.

Niente di più falso e passarono oltre due mesi. Quindi neanche il tempo di entrare in forma al 100% che la stagione finì. Il vero Guarin si è ritrovato lo scorso anno, con 47 presenze e 10 gol con l’Inter più svariati assist.

INIZIO TRA I FISCHI – Quest’anno il colombiano si è reso protagonista di un inzio stagione tra più bassi che alti, quando mentre con Palacio sarebbe dovuto essere il trascinatore dei neroazzurri. Tiri da lontano senza precisione, egoismo nel cercare la conclusione piuttosto che il passaggio, nervosismo evidente in più di una partita (come la rissa con Radu in Lazio-Inter). Cosa può essere successo? Il rapporto con Mazzarri non è mai decollato? Perchè questo regresso nell’anno che doveva consacrarlo?

Questo probabilmente non lo sapremo mai. Una cosa è certa, nel 2012 con Pirlo, Vidal e Marchisio il colombiano non avrebbe mai potuto recuperare completamente e tornare al Top, mentre Caceres era fondamentale vista la mancanza di una valida alternativa al trio difensivo bianconero e a Lichtsteiner.

OGGI – Ormai manca solo il sì di Thohir per chiudere un affare che solo dopo la ribellione dei tifosi sembra stia volgendo verso un minimo conguaglio economico a favore dei neroazzurri (2 milioni, che comunque non sono niente). Guarin ha già dichiarato di voler raggiungere la Juve a tutti i costi. Il colombiano sembra fare un ragionamento opposto al resto del mondo, ovvero nell’anno dei Mondiali preferisce la probabile panchina alla continuità in neroazzurro. Vucinic è un giocatore che nonostante non sia una prima punta piace a Mazzarri, che probabilmente lo affiancherà a Palacio.

Ma se l’Inter aveva bisogno di denaro per l’autofinanziamento, perchè non ha venduto al Chelsea? Perchè non si è cercato un acquirente per guadagnare qualcosa, invece di perdere uno dei giocatori migliori della rosa senza beccarsi niente e andando incontro a una paurosa minusvalenza?

Purtroppo molte cose a noi comuni mortali non è dato sapere, ma se è stata davvero un operazione di mercato programmata tanto di cappello a Marotta e alla Juventus. I bianconeri progettano sul lungo periodo, l’Inter intanto crede nel colpaccio ma la volontà del giocatore è da sempre quella di vestire la maglia della Vecchia Signora. Marotta fa ‘il favore’ all’Inter (con la scusa di non voler fare aste) di uscire dalla corsa al colombiano per poi,  un giorno poterne riparlare, e intanto il ‘Guaro’ recupera e torna in forma.

Altrimenti, indipendentemente dal responso che darà il campo su questo affare, spiegatemi che motivo (oltre la ben nota defaillance dirigenziale) avrebbe l’Inter di avere il coraggio solo di imbastire una trattativa del genere..

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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