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Juventus – Roma: ne abbiamo viste di tutti i colori

Di tutti i colori. Questo è il titolo per il big match della 6 giornata del campionato di serie A. Succede di tutto, ma alla fine sono i campioni d’Italia a spuntarla per la sesta volta di seguito in Italia.

Sono 21 le vittorie consecutive allo Stadium in campionato. Quando si stancheranno? Nonostante ció, i vinti escono a testa alta da questa sfida che dentro e fuori dal campo ce ne ha fatte vedere di cotte e di crude. Special guest il direttore di gara Rocchi.

Si parte con una gara equilibrata, molto tattica. Al 26esimo punizione di Pirlo, palla sul braccio di Maicon (sperando fosse un braccio e non qualcos altro di così lungo) che si proteggeva il volto che di solito ci mostra mille facce burlone; il tocco avviene forse in area e calcio di rigore molto generoso. Dal dischetto va il galeotto Carlos Tevez, nominato calciatore più bello del campionato dopo essersi conteso il titolo con Gervinho, che mette la palla alle spalle di Skourupski (ma come cavolo si pronuncia?!).

Intanto Rudi Garcia suona una sinfonia all’arbitro, che la prende male e lo allontana dal campo dopo averlo accusato di somigliare al “Capo” di Art Attack. Passano appena 5 minuti, difesa della Juve ancora in festa, Totti e Lichtsteiner si abbracciano amorevolmente, vanno entrambi giù a brucare l’erba, Rocchi fischia. Ancora rigore. Totti contro Buffon, rete. Subito il pareggio dei giallorossi al 32esimo. Il capitano segna il primo gol nel nuovo stadio dei bianconeri. Tra fallacci e cartellini gialli si arriva al 44esimo. Gervinho “capelli belli” fa l’Alberto Tomba del calcio, slalom sulla trequarti, palla a tagliare verso Iturbe “diesel” che con il sinistro la mette dentro per il vantaggio della squadra capitolina. Al 45esimo ancora Roma in contropiede. Ancora l’ivoriano che riceve palla, lo rincorre Caceres che si ricorda del suo passato da ballerino e con dei passi di danza lascia scappare l’attaccante che salta Bonucci (che intanto gli bestemmia contro), ma i capelli folti gli offuscano la vista e la spara fuori. Tutto fa pensare ad un riposo con la Roma in vantaggio, ma ci pensa il mitico Miralem Pjanic con un calcetto a Pogba che cade in area. Non ci crederete ma ancora rigore. Di nuovo l’apache dal dischetto che fa centro. Sesto gol in campionato per l’argentino. E qui finisce un frizzante primo tempo sul risultato di parità.

Si ricomincia. La Roma mette pressione. Ancora con Gervinho che fa ballare la macarena a Ogbonna, entrato al posto del ballerino Caceres infortunatosi nel rincorrere la lepre ivoriana, palla indietro per Pjanic che con il “puntone” stile calcio a 5 fa barba e capelli al palo. Parte il valzer  delle sostituzioni ma cambia poco. Morata al posto di Llorente,Vidal per “sorrido sempre” Pirlo nella Juve. La Roma fa entrare Florenzi per Iturbe, Destro “segno anche di sinistro” al posto di non “mi butto mai” Totti e Paredes per Pjanic.

Cambiano i numeri, non la sostanza. Il mitico “sciacquatevi la bocca col Listerine” Bonucci calcia al volo trovando un bellissimo gol. Tre a due, risultato ribaltato. Si placano gli animi? Certo che no. Morata scivola sull’olio e travolge il povero Manolas. Il greco si rialza e ricambia il gesto con così tanti affettuosi bacini e carezze che decidono di andarsene dal campo anzitempo “manolas nella manolas”.

La partita finisce. Vincono i bianconeri che rimangono primi in classifica da soli. Ora c’è la sosta per le Nazionali. Si riparte tra due settimane, sperando che dj set Rocchi si schiarisca le idee. Ne ha fatte delle belle, di tutti i colori…

A cura di Michele Ranieri

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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