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Kewell ‘The Jewel’ lascia il calcio: carattere forgiato nel Leeds, leggenda in patria

Talento ‘cristallino’ e piede mancino da fenomeno vero, fisico un pò troppo soggetto agli infortuni. Questo l’identikit della generalità fisiche di Harold Marty Kewell, il calciatore australiano più forte di tutti i tempi. Vincitore per tre volte del pallone d’oro d’Oceania, campione d’Europa con il Liverpool nel 2005, dopo 18 anni di attività Kewell dice addio al calcio giocato e disputerà la sua ultima partita il 12 maggio, con il Melbourne Heart, sua attuale squadra.

GLI INIZI – Si trasferì giovanissimo al Leeds United, dove divenne una colonna insieme all’altro australiano Mark Viduka, Rio Ferdinand e Olivier Dacourt, dell’ultima leggendaria annata del ‘Damned United’ prima del fallimento. Dall’ esordio alla tenera età di 17 anni nel 1996, Kewell rimase al Leeds fino al 2003. La stagione più importante fu quella 2000-2001 dove insieme ai suoi compagni raggiunse le semifinali di Champions League. L’annata successiva, a causa dei debiti e le relative difficoltà finanziarie, il club iniziò a vendere i suoi prezzi pregiati, fino alla definitiva retrocessione nel 2003.

LA VITTORIA DELLA CHAMPIONS LEAGUE – Il rapporto col Leeds United finì in maniera traumatica, con un controverso trasferimento al Liverpool e una serie di dichiarazioni del giocatore contro la vecchia società, i compagni e l’allenatore.

Dopo una lunga serie di infortuni che lo tormentarono sino all’ottobre 2004, Kewell riuscì ad affermare il suo valore anche nella nuova società, contribuendo alla vittoria della Champions League del 2005, nella famosa finale con il Milan vinta ai calci di rigore. Kewell diventò così il primo calciatore australiano a vincere la Champions, il secondo ufficiosamente, visto che Craig Johnstone (anch’egli vincitore con i Reds) scelse la nazionalità inglese, nonostante le sue origini.

L’ITALIA e MORATTI – Nel corso della sua carriera, ‘The Jewel’ ha fatto gola a tanti club, come Barcellona, Arsenal, Manchester United e Chelsea, ma anche in Italia aveva tanti estimatori.

Dopo il fallimento del Leeds, fu cercato con insistenza da Inter e Milan, con i nerazzurri che sembravano a un passo dall’australiano. Appiano Gentile era pronta ad abbracciarlo per nove milioni di euro, nell’estate 2003, invece il tempo decise diversamente. L’australiano di anni ne aveva ventiquattro, un enorme talento sia su calcio piazzato che da regista avanzato, a Moratti sarebbe piacuto più di Recoba, per rendervi l’idea.

Dopo la sua esperienza al Liverpool, fu cercato anche da Juventus, Torino e Roma, ma l’Italia per Harold rimase solo un possibilità e mai una realtà concreta.

NAZIONALE e ULTIMI ANNI – Se la sua carriera non fosse stata costellata da infortuni, probabilmente avrebbe deliziato le platee importanti più a lungo, invece che concludere la propria carriera europea al Galatasaray, dove i tifosi lo battezzarono ‘Il Mago di Oz’. Proprio contro i turchi aveva ricevuto un cartellino rosso il 5 aprile del 2000 in occasione di una gara di Champions: per questo Kewell decise di scegliere il numero 19, quello che indossava con il Leeds nel giorno dell’espulsione, per riappacificare i rapporti e per fare capire quali fossero i suoi valori morali.

Dopo 3 anni in Turchia su buoni livelli, torna in patria a 32 anni, nei Melbourne Heart per poi lasciare dopo un solo anno a causa di problemi familiari ed emigrare in Qatar a far qualche milioncino in tre presenze con l’ Al-Gharafa.

La scorsa estate torna in Australia, firmando con i Victory di Melbourne ed esordirà infortunandosi proprio contro i suoi ex compagni dei Melbourne Heart.

A 17 anni,  è stato il più giovane calciatore ad aver vestito la maglia della Nazionale Australiana, con cui ha disputato 2 mondiali (2006,2010). Nel 2006 non potè  giocare gli ottavi contro l’Italia a causa di un infortunio, mentre nel 2010 nella seconda partita del girone contro il Ghana, procura un rigore e viene espulso dall’ arbitro Rosetti nel primo tempo, per aver toccato il pallone con la mano sulla linea di porta.

Dopo la gara, Kewell si mostrerà contrario alla decisione dell’ arbitro italiano, dichiarando di aver ‘ucciso il suo mondiale’.

Il 12 maggio, dunque, si chiuderà la carriera di Kewell che visti i mezzi tecnici a disposizione lo avrebbe potuto portare a livelli ancora più alti se solo il suo fisico non fosse stato così fragile.

Per chi come me era un fan del Leeds degli anni d’oro, il ritiro di Kewell chiude un altro canale con il calcio che andava a cavallo tra gli anni 90′-2000. Quindi, ora, godetevi questo video…. Trivela chi?

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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