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Recensioni: “L’amore quando c’era”, di Chiara Gamberale

Erano passati dodici anni “barra dieci e mezzo” da quando Tommaso aveva visto l’ultima volta Amanda.

L’unica donna che aveva davvero amato nella sua vita, l’unica che era riuscita a fargli davvero bene ma anche davvero male.

Non l’aveva vista più da quel giorno li, in cui era venuta a prenderlo davanti alla palestra e gli aveva detto “E’ finita!”.

“Quando?” le aveva chiesto lui non riuscendo a capire.

“Mentre non te ne accorgevi. Ma io si, fidati.”

E adesso, dopo dodici anni “barra dieci e mezzo”, proprio lei, proprio Amanda, ricompare nella sua vita con una e-mail.

Gli scrive che ha saputo della recente morte di suo padre.

Gli scrive che gli dispiace.

Come se non fossero passati dodici anni “barra dieci e mezzo” dall’ultima volta.

Come se nel frattempo lui non si fosse laureato, diventato un avvocato, un marito, un padre.

Lei, invece, era diventata una professoressa di italiano che collezionava domande a cui non aveva risposta.

Una di queste era diventata anche la traccia di un tema che aveva assegnato ai suoi alunni:

perché la vita ha un senso o perché non ce l’ha, secondo te?

Le risposte dei suoi alunni, pur essendo tutte diverse, sembravano portare Amanda ad un’unica conclusione: l’amore è meglio quando c’è.

“Ma che poi, quando c’è, quando è vero, quando si ostina a voler durare, tira fuori il peggio di noi” aggiunge Amanda nell’ultima e-mail che invia a Tommaso.

Gli spiega che è stato proprio questo che è accaduto a loro dodici anni “barra dieci e mezzo” fa.

Ed è per questo che per due come loro, che erano riusciti a farsi davvero bene ma anche davvero male, l’amore è meglio quando c’era.

 

“L’amore quando c’era” è un romanzo che si legge in poche ore ma che ti resta dentro tutto il giorno, e anche di più.

Tutto ciò che accade o che è accaduto in passato viene raccontato attraverso le e-mail, le telefonate e i messaggi che Tommaso e Amanda si scambiano.

Ad aprire il romanzo vi è il tema di Patrizia, una delle alunne di Amanda.

Mentre scrive il suo tema, Patrizia alza ogni tanto la testa per guardare quella professoressa che dalla sua cattedra sembra avere tutte le risposte alle domande della vita.

Patrizia non immagina che la traccia di quel tema rappresenta proprio una delle tante domande a cui Amanda non sa dare una risposta e che spera che a rivelargliela possano essere proprio i suoi alunni.

I romanzi di Chiara Gamberale girano tutti intorno a grandi interrogativi di cui si fanno portavoce i suoi personaggi, le cui emozioni, dubbi, paure, non vengono mai descritte solo in superficie ma sempre analizzate fino in fondo.

Perché le persone, pur amandosi, finiscono per farsi del male?

Perché a furia di stare insieme si finisce per concentrarsi solo i difetti dell’altro, dimenticando tutto il resto?

Questi sono gli interrogativi intorno a cui gira “L’amore quando c’era”.

Interrogativi che nel romanzo non riguardano solo Amanda e Tommaso, ma che tormentano già anche gli alunni di Amanda.

A chiusura del romanzo, infatti, vi è ancora Patrizia che mentre scrive il suo tema si gira ogni tanto a guardare Giuliano, il suo ex fidanzato.

Ha proprio delle mani da principe, pensa, l’ho notato subito.

Eppure non si spiega il perché negli ultimi giorni in cui sono stati insieme se ne era proprio

dimenticata. Si concentrava solo su quei brufoli che gli erano spuntati, dimenticando tutto il resto.

A cura di Miriam Santimone

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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