Home > Musica, Games & Spettacolo > Libri > Recensioni: “Nessuno sa di noi”, di Simona Sparaco

Recensioni: “Nessuno sa di noi”, di Simona Sparaco

Luce e Pietro hanno un sogno: avere un bambino.

Dopo anni di tentativi vani finalmente lo realizzano.

E’ questo il nome che danno a quel puntino che hanno visto crescere sullo schermo delle ecografie e che li ha riempiti di gioia.

Ma sarà proprio un’ecografia a smontare la loro felicità.

Sarà l’espressione improvvisamente seria e preoccupata della ginecologa mentre prende le misure del corpo di Lorenzo.

Sarà la sua voce mortificata mentre dice: “E’ troppo corto”.

Lorenzo non sarà un bambino come gli altri quando verrà al mondo: questa consapevolezza mette Luce e Pietro di fronte ad un terribile bivio.

Quale strada scegliere quando entrambe conducono, inevitabilmente, al dolore?

E una volta compiuta la scelta, può l’amore illuminare la strada a chi si è perso nel buio della sofferenza?

 

Simona Sparaco, con il suo romanzo d’esordio “Nessuno da si noi”, fa luce su un tema troppo spesso nascosto dal buio dei pregiudizi.

Un tema di cui quasi nessuno parla se non per condannare.

“Nessuno sa di noi” non è una condanna nei confronti di chi la situazione di Pietro e Luce l’ha vissuta realmente, ma un viaggio che porta all’immedesimazione completa con la protagonista e con il suo dolore di “madre mancata per scelta”.

“Nessuno sa di noi” non è una condanna, ma un viaggio che porta ad “aprire gli occhi” ed andare oltre la morale, la religione e le leggi che troppo spesso pretendono di stabilire al posto nostro cosa sia il bene e cosa sia il male.

Nella realtà il bene e il male si confondo continuamente e la linea che li separa è sottilissima e impercettibile.

E a stabilirla non deve essere un Dio o una Costituzione, ma la coscienza di ciascuno di noi.

“Nessuno sa di noi” è un romanza emozionante e commovente, in cui il lettore segue i protagonisti nel loro precipitare e toccare il fondo per poi risalire.

Una spinta a non dimenticare mai di guardare avanti, per quando possa essere grande il dolore con cui si ha a che fare.

Una dimostrazione che quando ci si perde nel buio della sofferenza, l’amore è la scorciatoia migliore da percorrere per ritornare alla luce.

A cura di Miriam Santimone

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*