Camionisti e agricoltori in protesta a Eboli: oltre i blocchi, c’è un ‘sentimento’ più profondo?

Nei pressi dello svincolo autostradale di Eboli, questa mattina, camionisti e agricoltori si sono riuniti per protestare contro il caro-gasolio e le difficoltà economiche che stanno mettendo a dura prova il loro lavoro. Circa una quarantina di camion hanno preso parte al presidio, mentre altre iniziative hanno interessato diversi punti della provincia di Salerno, una mobilitazione che ha provocato disagi alla circolazione, ma che merita di essere raccontata anche attraverso le ragioni di chi ha deciso di scendere in strada.

Ragioni, quelle dei manifestanti, che danno l’idea più chiara di una dimensione della protesta che rischia di passare in secondo piano quando l’attenzione si concentra soltanto sui blocchi stradali e sui disagi alla circolazione. Siamo abituati a vedere le manifestazioni attraverso le immagini che fanno più rumore: scontri, tensioni, momenti di violenza e distruzione; ma una protesta non è necessariamente questo, c’è anche una dimensione fatta di persone che si ritrovano, raccontano le proprie difficoltà e cercano di far arrivare le loro richieste a chi può ma, a quanto pare, non vuole ascoltarle.

Avvicinarsi a una protesta non significa necessariamente trovarsi in mezzo a scene di violenza o situazioni pericolose, in un contesto tranquillo come quello che a Eboli ha visto manifestanti e forze dell’ordine scambiarsi a vicenda cibo e bevande in una pacifica convivenza, è possibile fermarsi, parlare con i manifestanti, ascoltare le loro ragioni e farsi un’idea personale di ciò che sta realmente accadendo. Spesso siamo frenati dall’immagine della manifestazione, associandola immediatamente a scontri e violenza, ma ogni presidio ha una sua realtà e raccontarla significa anche mostrare quando la protesta si svolge pacificamente e lascia spazio al dialogo. Naturalmente, questo non è una garanzia per ogni manifestazione, significa semplicemente che non bisogna dare per scontato che una protesta sia violenta prima ancora di conoscere la situazione sul posto.

Al centro della mobilitazione c’è il costo del carburante, una spesa essenziale per chi trasporta merci e per chi lavora la terra: per gli agricoltori è indispensabile per portare avanti le lavorazioni e produrre; mentre per gli autotrasportatori il gasolio incide direttamente sui costi dei viaggi e sulla sostenibilità delle attività, che da quello che ci hanno spiegato porta a costare ogni singolo viaggio mediamente 400 euro in più.

“Una situazione economica molto difficile che non riguarda soltanto un aumento improvviso dei costi, ma il peso complessivo delle spese che non solo i singoli ma anche le imprese devono sostenere per continuare a lavorare. Il gasolio è stata la goccia che fatto traboccare il vaso”, ci raccontano.

Una frase che sintetizza il senso della protesta: il carburante è il problema più immediato, ma dietro ci sono preoccupazioni che riguardano la tenuta economica delle attività e il futuro di chi lavora in questi settori.

L’AIUTO DELLA CITTADINANZA – Tra le varie voci ascoltate questa mattina scambiando due parole con i tanti presenti, ce n’è una che ha chiamato a raccolta tutti: “Noi stiamo chiedendo l’aiuto della cittadinanza, perchè è una battaglia che riguarda tutti”.

È un’esortazione che va oltre la categoria, che va a coinvolgere anche chi non lavora nel trasporto o in agricoltura, ma si confronta ogni giorno con il costo della vita. La richiesta è quella di non considerare la mobilitazione soltanto come una questione che riguarda chi guida un camion o lavora nei campi, ma di provare a comprenderne le ragioni. Naturalmente, le difficoltà non sono identiche per tutti, perchè un’impresa di trasporto deve affrontare costi operativi specifici, così come un’azienda agricola ha problemi e necessità che non coincidono necessariamente con quelli di una famiglia. Tuttavia, il tema delle spese crescenti e della difficoltà di far quadrare i conti può rappresentare un punto di contatto tra esperienze diverse. La protesta, quindi, non chiede soltanto risposte alle istituzioni, ma anche attenzione da parte dell’opinione pubblica.

I manifestanti attendono risposte concrete e guardano ai confronti con le istituzioni e le associazioni di categoria, resta da capire quali interventi saranno messi sul tavolo e se riusciranno a rispondere alle richieste avanzate. Nel frattempo, i presidi riportano l’attenzione sulle difficoltà di due settori che svolgono un ruolo importante nella vita economica quotidiana: il trasporto delle merci e la produzione alimentare.

E SE FOSSE IL MALESSERE DI TUTTI? – I disagi alla viabilità sono reali e coinvolgono anche cittadini che non hanno responsabilità nelle difficoltà denunciate ma, allo stesso tempo, per comprendere una protesta è necessario ascoltare le ragioni di chi vi partecipa, senza fermarsi soltanto alle sue conseguenze più visibili.

È ancora presto per dire se questa mobilitazione resterà circoscritta a camionisti e agricoltori oppure se riuscirà a coinvolgere altre fasce della popolazione, non ci sono elementi sufficienti per prevedere una protesta generalizzata, né per affermare che esista già un movimento comune, ma resta però una domanda: che cosa accadrebbe se le difficoltà denunciate da queste categorie venissero riconosciute anche da famiglie e lavoratori alle prese con l’aumento delle spese quotidiane?

Il caro-gasolio ha conseguenze specifiche per chi lavora nei trasporti e nei campi, ma il tema più ampio del costo della vita riguarda molte altre persone. Questo non significa che interessi diversi siano destinati a convergere, ma invita a chiedersi se alcune difficoltà, oggi vissute separatamente, possano essere percepite come parte di un disagio più ampio.

Per ora è soltanto un’ipotesi, mentre le catogorie chiedono l’aiuto dei cittadini. Perché una scintilla non accende necessariamente un fuoco, ma può portare alla luce una tensione che fino a quel momento era rimasta nascosta.

LA PROTESTA CONTINUA – A Eboli il presidio è stato annunciato anche domani mattina, 20 ottobre, con chi volesse unirsi alla manifestazione che può recarsi direttamente allo svincolo autostradale o alle ore 9.30 in stazione, dove troverà dei refenti del collettivo XD390.

Filippo Folliero

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