Appuntamento Letterario consiglia: “Fischi Mondiali”, del battipagliese Carmine Tarantino

Sulla scia di ciò che vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane, continua la rubrica in cui i ragazzi di “Appuntamento Letterario” ci daranno ogni due settimane i loro consigli per una sana ed immersiva lettura.

Nessuno spoiler, nessuna recensione, ma una presentazione di un libro che a detta del gruppo tutti dovrebbero leggere. Da oggi inizieremo a dare spazio anche agli autori del nostro territorio, con recensioni ai loro lavori a cura di Roberta Gargiulo. Oggi parleremo di “Fischi Mondiali”, scritto dal battipagliese Carmine Tarantino.

FISCHI MONDIALI – Tanta passione guida la penna del battipagliase Carmine Tarantino, autore di “Fischi Mondiali”, libro che già dal titolo evoca molto di quanto vi è narrato. Il calcio e il mondo, due spazi da esplorare a fondo prima di avere quella conoscenza di chi può dire la propria in maniera coerente e pertinente.

L’autore sa bene, da grande viaggiatore, che prima di affrontare ogni avventura occorre prepararsi e mettersi nella condizione migliore per recepire adeguatamente ogni momento della partita vissuta. Tecnicamente il calcio lui lo conosce e sa quali sono i gesti dei protagonisti della sua storia, perché il campo lo vive insieme a loro, non come spettatore ma come direttore di gara.

L’«itinerario» è subito tracciato, da Uruguay-Argentina del 1930 a Germania Est-Germania Ovest del 1974, dalla mano de Dios di Maradona di Messico 1986 a Moreno e Collina nel 2002, all’abbraccio di Materazzi ad Archundia nel 2006. Il racconto si propone affascinate ed evocativo toccando tappe salienti della memoria calcistica, ma anche di interesse ai meno esperti. Non bisogna, infatti, aspettarsi una scarna telecronaca di match, perché ogni partita mostra in controluce lo spazio per l’aneddoto giusto e l’«assist» per evocare il contesto storico, lo scenario sociale o il fenomeno di costume.

Con grande perizia e dovizia di particolari, la narrazione corre in lungo e in largo il campo, evoca gli epici gesti tecnici, le memorabili decisioni e gli istanti che sembrano durare una vita. La bandierina del tecnico coglie, esposta al vento del tempo, ciò che cambia la storia calcistica ma anche quella di tutti noi.

Emozione è la parola chiave del racconto, l’ironia è motivo predominante nello stile di chi con realismo e accuratezza, ha saputo condensare l’essenza di uno sport che unisce e divide allo stesso tempo.

A cura di Roberta Gargiulo

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