Fiume Sarno, avviata petizione con le richieste e i punti fondamentali per la salvaguardia ambientale

“Noi, cittadini del bacino idrografico del fiume Sarno, nella piena consapevolezza che:

A. un ambiente sano ed incontaminato, che ci consenta di vivere le nostre vite in salute e in dignità, è un nostro diritto inalienabile;
B. le acque del fiume Sarno versano in condizioni sempre più critiche a causa di diffuse attività inquinanti perpetrate lungo tutto il suo corso, e in particolare attraverso i suoi maggiori affluenti, il Solofrana e il Cavaiola;
C. tale condizione è sfociata in un disastro ambientale che prosegue da 50 anni, trovando le sue cause in una consolidata e costante serie di sversamenti di origine prettamente industriale, complice un’attività di monitoraggio e controllo assolutamente carente;
D. la situazione problematica del fiume Sarno è ormai immobile da anni in uno stato paludoso che non lascia intravedere alcuna rassicurante prospettiva;
E. il principio regnante in materia ambientale, ovvero il principio di massima precauzione, è stato oltremodo violato e disatteso;
F. il bacino idrografico del fiume Sarno si estende per circa 500 chilometri, abbraccia 41 comuni, distribuiti su 3 province (Avellino, Napoli e Salerno) segnando la vita di un milione di abitanti;
G. nell’Agro nocerino sarnese la percentuale di patologie come tumori e malattie neurodegenerative è più alta che nel resto della provincia di Salerno, nonché una delle più alte in Italia;
H. il chiaro miglioramento della qualità delle acque del fiume durante il periodo di lockdown ha dimostrato empiricamente che la causa principale del suo inquinamento è da ricercarsi negli scarichi industriali più che in quelli urbani;
I. mentre la natura rispetta le sue leggi sono quelle degli uomini ad essere continuamente e colpevolmente disattese;

CHIEDIAMO E PRETENDIAMO

per la salvaguardia dell’incolumità e del benessere delle generazioni presenti e future, la valutazione e la predisposizione di molteplici azioni e misure che facciano chiarezza sul problema, in particolar modo sui soggetti responsabili, per inibire tutte le attività inquinanti e riparare ai danni finora arrecati all’ambiente.

Pertanto invitiamo tutti i soggetti coinvolti ed interessati, le istituzioni e le realtà civili, gli enti preposti e competenti, a dare seguito alle seguenti legittime richieste:

1) Procedere senza indugi alle operazioni e analisi tecniche necessarie e propedeutiche alla reale bonifica del fiume Sarno, tra cui l’adeguamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione.

2) Avviare un monitoraggio permanente e trasparente sul corso del fiume, con l’ausilio dell’Esercito Italiano e delle Guardie Ambientali alle dipendenze dirette della Procura, focalizzando tale monitoraggio sulle acque superficiali e profonde con analisi mirate alle concentrazioni di metalli pesanti e pesticidi.

3)Procedere al censimento e alla mappatura degli scarichi, sia civili che industriali, e dei pozzi pubblici e privati, con rilevazione dell’alimentazione e del relativo scarico, su tutto il territorio del bacino idrografico del Sarno, e la messa in regola di quelli non conformi alle leggi vigenti.

4) Procedere ad un potenziamento dell’ufficio statistico dell’ASL “Salerno 1”, secondo i parametri riconosciuti dalla comunità scientifica.

5) Ufficializzare i dati aggiornati del registro tumori, con particolare attenzione ai tumori infantili, ai tumori rari e alle patologie tipiche dei Comuni attraversati dal fiume Sarno, coinvolgendo l’ASL “Napoli 3 Sud”.

6) Promuovere e potenziare lo screening obbligatorio nella prevenzione dei tumori più diffusi sul territorio interessato dall’inquinamento del fiume.

7) Censire e mappare le autorizzazioni di immissione nei corpi idrici superficiali, che attualmente permettono ad aziende e insediamenti civili  di sversare in assenza di controlli, verificandone la validità e l’attuazione delle relative prescrizioni.

8) Fare chiarezza sul quadro dell’allocazione delle competenze di gestione, controllo e rispettivi doveri.

9) Istituire un’unità di crisi operativa in grado di svolgere, supervisionare e adempiere ai controlli e alle attività summenzionate.

10) Costituirsi parte civile nei processi per illeciti ambientali.

Pretendiamo inoltre che tutte le informazioni, in particolare quelle relative alle iniziative 3, 5, 7, 8 e 9, vengano messe a disposizione dei cittadini in maniera fruibile e trasparente attraverso la pubblicazione sui siti online delle Amministrazioni Comunali e delle Istituzioni Competenti.

La natura non aspetta, oggi è già tardi”

Clicca QUI per firmare anche tu la petizione!

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