Tradizioni & Curiosità: l’epidemia del vaiolo tra antico Egitto, Jugoslavia e il ‘Trono di Spade’

“Il governo il 16 Marzo ha preso drastiche misure emanando una legge marziale con cordoni sanitaire. Gli alberghi sono stati usati per la quarantena di circa diecimila persone, l’esercito controlla i quartieri, paesi, con blocchi stradali e assembramenti pubblici. Sono state chiuse le frontiere e gli spostamenti di villaggio in villaggio”.

Sembra un racconto molto attuale che parla dell’emergenza del corona virus, eppure questa è un’altra storia, racconta ciò che accade durante l’epidemia del vaiolo del 1972 in Jugoslavia.

  • Cos’è il virus del vaiolo?

Il vaiolo è una malattia infettiva molto contagiosa e letale, si trasmette attraverso il contatto con lesioni cutanee o secrezioni respiratorie di persone malate, o anche attraverso oggetti contaminati. I sintomi sono molto evidenti, il vaiolo, chiamato anche variola o variola vera (dal latino variŏla, derivato da varius, chiazzato) il corpo si riempie di vescicole sollevate piene di liquido, si manifesta anche nel cavo orale e della faringe cecità, ulcere corneali e deformità degli arti, artrite e osteomielite in casi gravi.

  • Il virus comune che uccise il Dio Faraone

I faraoni oltre a essere regnanti, erano considerati degli Dei scesi sulla terra dalla gente comune. Eppure neanche i faraoni scamparono al virus del vaiolo. Nel Papiro Ebers, l’antico rotolo di papiro scritto in ieratico (da sacerdoti, antiche caste religiose) di 110 pagine riporta circa 700 formule magiche e rimedi di vario genere, è descritta una malattia che colpisce la pelle e i sintomi sono simili al vaiolo. Alcune mummie dell’antico Egitto portano segni evidenti del vaiolo, fra cui Ramses V che morì ancor giovane nel 1157 a.C. ed è una delle mummie meglio conservate del Museo del Cairo.

Con il commercio, il vaiolo, raggiunse nel I secolo d.C. la Cina da Sud-Ovest e nel VI sec. d.C. il vaiolo passò in Giappone. Rapidamente si diffuse in India e poi in Europa diventando stabile nelle grandi metropoli dove i contatti sono più intensi. La malattia endemica colpiva soprattutto i bambini con periodiche epidemie che provocavano la morte di circa il 30% dei soggetti colpiti. Gli spagnoli nelle loro conquiste, nei primi del 1500, introdussero il virus fra gli indios sterminando il popolo degli Aztechi e degli Incas.

Nel 1014 i Cinesi scoprirono un metodo di prevenzione che consisteva nell’insufflare nelle narici polvere di croste vaiolose della fase terminale della malattia. In Europa nel XVIII secolo iniziarono a sottoporre la popolazione inoculare sottocute la polvere delle croste vaiolose per mezzo di sottili aghi. L’obbligo di vaccinazione iniziò nel 1806 a Piombino e Lucca, in Baviera nel 1807, nel 1810 in Norvegia, nel 1815 in Svezia, nel 1867 in Inghilterra, nel 1874 in Germania, e dopo aver sconfitto una terribile epidemia nel 1874 fu obbligatoria anche in Giappone, mentre in Italia divenne obbligatoria nel 1888.

Molti ancora oggi portano una cicatrice del vaccino che consisteva nell’inoculare sotto la pelle, sul braccio, diverse dosi di virus con dei piccoli aghi appositi. La ferita si arrossava irritandosi e trasformandosi in vescica riempiendosi di pus, dopo essersi seccata lasciava una crosticina che dopo essersi essiccata lasciava una cicatrice.

Nel Febbraio del 1972, Ibrahim Hoti, un sacerdote musulmano tornò in Kosovo dopo un pellegrinaggio alla Mecca, in Siria in Iraq e Iran. Hoti tornò in Jugoslavia e manifestò alcuni sintomi del vaiolo con eruzioni cutanee e sintomi febbrili si riprese dopo alcuni giorni. Aveva appena innescato l’epidemia che rapidamente interessò tutta l’Asia occidentale che portò a isolamento controllato dall’esercito. Hoti si salvò perché era stato vaccinato contro il vaiolo, non fu così per molti altri connazionali. L’epidemia durò fino a Maggio dello stesso anno rispettando la quarantena e sottoponendo la popolazione a massicce vaccinazioni.

Obbligo vaccinazione del 1966

L’obbligo di vaccinazione in Italia fu attuato sui bambini fino al 1977 e abolito nel 1981. Diventarono poi obbligatori le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991).

CURIOSITA’

  • Il Morbo Grigio de “Il Trono di Spade”

Il Morbo Grigio (Greyscale) è una malattia rara diffusa ma pericolosamente letale – salvo adeguato trattamento – diffusa sia a Westeros che ad Essos. I primi sintomi sono pelle ingrigita e dura al tatto nelle estremità che si diffonde poi nel resto del corpo, mentre i tessuti interni iniziano a irrigidirsi, impedendo le normali attività vitali, fino al sopraggiungere della morte. Nelle ultime fasi della malattia, anche le labbra e la lingua diventano di pietra e, se raggiunge gli occhi, provoca cecità. Si tratta in ogni caso di una morte lenta. Così viene descritto il morbo grigio dallo scrittore George R. R. Martin nel racconto de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”. Non tutti sanno che l’autore si è ispirato a due malattie alla Lebbra e al Vaiolo.

Scena del film “Il Trono di Spade” in cui Sam cura Jorah affetto dal Morbo Grigio

Laura Piserchia

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