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‘In bocca al lupo’, in realtà si dovrebbe rispondere ‘Grazie’

La celebre espressione ‘In bocca al lupo’, usata in lungo e in largo nella nostra Penisola, ha radici ben diverse da quelle che pensiamo.

Infatti, normalmente, la risposta che noi diamo dopo aver ricevuto questo augurio di buona fortuna è “Crepi il lupo” o semplicemente “Crepi!”

Questo perchè nell’iconografia contemporanea, influenzata anche da storie come ‘Cappuccetto Rosso’ oppure dalla semplice natura del lupo, ovvero solitario e predatore, ci fa vedere quest’espressione come un “Attento a non finire nella bocca del lupo”.

In realtà non è così, all’in bocca al lupo bisognerebbe rispondere ‘Grazie’. Voi direte “Ma questo cosa si è fumato?”, ma è la pura verità.

L’ORIGINE LATINA – Partendo dagli antichi romani, loro solevano augurarlo a causa dell’origine mitica di Roma riconducibile alla leggenda di Romolo e Remo. I due pargoli latini sarebbero finiti nella “bocca della lupa” che li aveva salvati dalle acque del fiume Tevere.

GLI UNICI CASI DEL ‘CREPI’ –  Il ‘Crepi’, viene usato solo dai cacciatori di lupi (e non penso che voi lo siate, a meno che non stia leggendo un cacciatore di lupi, allora fai bene amico mio) per augurare ai propri compagni di non finire tra le fauci di chi devono uccidere.

L’altro caso, riguarda la città di Siena. Qui esistono la contrada “Della Lupa” e la contrada “Dell’Istrice”, rivali tra di loro. Un appartenente alla contrada dell’Istrice vi risponderebbe “Crepi il lupo, la lupa e tutti i Lupaioli”

IL VERO SIGNIFICATO – Il perchè si augura davvero in bocca al lupo, lo possiamo evincere dalla natura di questo animale. Il lupo, o la mamma lupa in questo caso, ha come abitudine quella di trasportare i propri cuccioli con la bocca o di proteggerli da eventuali pericoli coccolandoli nelle sue fauci e guai a chi osa toccarli!

Chiunque sia esperto di questi animali, considera la bocca del lupo “il posto più sicuro al mondo”, proprio per i motivi sopra elencati.

Quindi, l’augurio che viene fatto (con la risposta tramutata nei secoli) è quello di essere protetto come un cucciolo di lupo in bocca alla propria madre, che nonostante sia un animale feroce mette al sicuro nel posto dove potrebbe fare più male.

La prossima volta, provate a dire grazie a meno che non siate della contrada dell’Istrice o un cacciatore di lupi.

 

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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