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‘Malattia social network’: lasciate in pace almeno anziani e bambini

Per chi non si sia mai posto questo tipo di quesito, vogliate perchè pensa “Macchecazzomenefotteame” o perchè si rende protagonista quotidianamente di gesti del genere, dovete iniziare a pensare che quella di Facebook sta per essere riconosciuta come una vera e propria malattia.

Per chi, come me, è stato a contatto per molto tempo con soggetti così, noterete che queste persone hanno una vera e propria dipendenza dal social a sfondo blu e non solo.

Tralasciando le varie battaglie che si fanno e che anche noi facciamo quotidianamente per incitare al corretto uso di queste piattaforme, oggi posso dirvi con certezza che ci sono vere e proprie tattiche per far diventare il proprio profilo più ‘social’ e per guadagnare più ‘mi piace’. Forse questo già lo sapevate, ma vedere i diretti interessati come si comportano è da manicomio.

Esistono persone che non aprono neanche gli occhi al mattino e già sono lì a controllare le notifiche, persone che dopo aver pubblicato una foto passano l’ora successiva a cliccare sul tasto aggiorna, persone che ‘lavorano’ pomeriggi interi per creare set fotografici di mille e più foto di cui la migliore sarà la ‘prescelta’ per essere pubblicata sui social

Oltre a perdere contatto con la realtà, trovando nel mondo virtuale un seguito di persone e ‘un’accettazione’ che non si ha nella vita reale credendo che su facebook tutti siano bravi, belli, fantastici e buoni come il personaggio che si sono creati sui social, cercano col tempo di andare oltre perchè ad un certo punto non basta più solo se stessi per essere ‘popolare’ (ma da chi ha una personalità che ha bisogno di questo per sentirsi realizzato, cosa vi aspettavate?)

E qui iniziano le foto con la nonna (per la maggioranza mai cagata fino all’invenzione di facebook), oppure le foto di ‘Buongiorno, buon pranzo, buona cena, buonanotte, buon(o) sto cazzo’, oppure ancora (e credo siano le migliori) le foto con i bambini piccoli. Questa è una delle cose più sbagliate, mettere sul web foto di bambini piccoli con tanto di didascalia (il mio amore batuffolone, coccolone, pappolone). O come dimenticare il famoso caso del ragazzo con la nonna tra le braccia che fece indignare il web qualche tempo fa.

Per chi non lo sapesse, quando pubblicate un qualsiasi contenuto sui social network, quel contenuto diventa del social e quelle foto potrebbero essere usate in qualunque modo. Quindi lascio a voi l’immaginazione di come foto di bambini piccoli possano essere strumentalizzate nei modi più subdoli e perversi.

Lasciate in pace almeno loro, avete voglia di farvi vedere? Bene, fatelo voi, ma lasciate in pace i bambini perchè dovrebbero essere la cosa più preziosa al mondo per voi (in teoria) e dovreste custodirli il più gelosamente possibile e non esporli già a qualcosa che in primis non capiscono e in secundis prima o poi comunque ne faranno parte. Il bene che gli volete è una cosa esclusiva, è come se un giorno condivideste vostro figlio, nipote o qualsivoglia bambino con tutto il mondo.

I bambini sono lo specchio di dove crescono, fategli assaporare la vita a suon di ginocchia sbucciate e giocattoli, non con i telefoni in mano e a suon di selfie solo per il vostro piacere.

 

(QUALCUNO PENSI AI BAMBINI cit.)

Filippo Folliero

Giornalista pubblicista, collaboratore presso il quotidiano 'La Città di Salerno'. Blogger/Articolista freelance appassionato di giornalismo in tutte le sue varianti, amante della verità. Autore della rivista Web's Truth, in collaborazione con il reporter Alessandro Carluccio. Mi dicono che sono un cacacazzo testardo e sognatore; hanno ragione.. Amante dei viaggi e delle culture antiche. Cucinare è la mia religione, i manga e lo sport i miei hobby preferiti.

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