BACKFLIP 02 – Un’idea giusta nel posto sbagliato, dove può rinascere oggi?

Ci sono idee che nascono con le migliori intenzioni ma che, per come vengono realizzate, finiscono per scomparire nel giro di pochi mesi. È il caso dell’area di sgambamento cani realizzata a Eboli nel 2017 in Piazza della Repubblica: uno spazio che sulla carta doveva rappresentare un segnale di civiltà e attenzione verso gli animali, ma che nella realtà si è trasformato rapidamente in un progetto fallito.

E così nel 2017 viene inaugurata nel centro cittadino la prima area dedicata ai cani. L’idea, in sé, era semplice e condivisibile: offrire ai cittadini uno spazio attrezzato dove poter portare i propri animali in sicurezza, regolamentando allo stesso tempo una pratica già diffusa. Un piccolo passo verso una città più moderna e attenta ai bisogni di tutti, eppure, qualcosa non ha funzionato.

IDEA GIUSTA MA.. – A distanza di quasi 10 anni, il punto appare chiaro: non è stata bocciata l’idea di creare un’area per cani, ma il modo in cui è stata realizzata. La scelta di collocarla in una zona centrale e simbolica come Piazza della Repubblica, a ridosso del monumento ai caduti, ha generato da subito polemiche e perplessità. Non tanto sull’utilità dello spazio, quanto sulla sua posizione che era troppo esposta, troppo delicata, troppo poco adatta a quella funzione.

Le critiche, le difficoltà e probabilmente una progettazione poco attenta hanno portato a una conclusione rapida: l’area viene rimossa dopo meno di un mese, con l’idea di spostarla altrove che poi non verrà mai più seguita. Un progetto nato con buone intenzioni ma che non ha avuto il tempo per consolidarsi, abbandonato alla prima difficoltà.

A distanza di anni, la domanda non è più cosa è successo nel 2017 ma oggi Eboli avrebbe gli spazi giusti per realizzare un’area del genere? Girando per la città, non è difficile individuare zone abbandonate, poco valorizzate o semplicemente dimenticate. Spazi che, con una progettazione diversa, potrebbero diventare luoghi utili per la comunità.

SE CI FOSSE.. – Una delle possibilità da prendere in considerazione è rappresentata dal Parco Fusco-Pesce. Un’area verde di quartiere che nel tempo ha perso progressivamente la sua funzione, complice una manutenzione sempre più carente come testimoniano le segnalazioni recenti legate a stato di abbandono, tra erba alta e scarsa cura, in un contesto reso ancora più delicato dalla presenza di un asilo nelle vicinanze. Non solo, l’erba è cresciuta a tal punto che tra i canneti qualcuno si è creato anche una sua postazione personale adibita a svariate possibilità e dotata di ombrellone, sedia, tavolino e utensili vari. Il Parco Fusco-Pesce, col tempo, è diventato uno spazio dimenticato. Uno spazio che esiste, ma è inutile e che potrebbe essere ripensato e valorizzato con una funzione chiara, come quella dell’area per sgambamento cani: un luogo già utilizzato per portare i cani a fare i propri bisogni, uno spazio ampio e accessibile inserito in un contesto urbano vivo ma che non andrebbe a deturpare l’ambiente circostante. Inoltre, per i bambini dell’asilo, sarebbe sicuramente più d’aiuto un panorama di cani che giocano in un’area pulita, piuttosto che vedere canneti e movimenti loschi intorno alla propria struttura.

Un’altra area che merita attenzione è quella dell’ex Foro Boario. Una delle vicende più lunghe e complesse raccontate negli anni (QUI troverete tutta la storia e i link di riferimento per approfondire), segnata da emergenze legate alla presenza di amianto, rischi per la salute pubblica e un continuo rimpallo tra enti e responsabilità. Dopo anni di segnalazioni, interventi e attese, si è arrivati finalmente alla bonifica. Quella che poteva rappresentare una nuova partenza si è però fermata a metà. Oggi l’area è solo parzialemente ripulita, perchè resta in stato di abbandono, priva di una funzione reale e senza un progetto concreto di restituzione alla città. Eppure, nonostante tutto, è uno spazio che continua a essere vissuto informalmente da cittadini che portano lì in zona i propri animali. Ecco perchè bisognerebbe darle una funzione, situata in una zona lontana da punti sensibili, un luogo già frequetato per diversi motivi (attività all’aperto, sport, eventi) che con una nuova vita ridarebbe di conseguenza decoro anche a tutta l’area circostante, frequentata spesso da persone che vengono da diverse città d’Italia per assistere a concerti, partite e spettacoli, presentando così un biglietto da visita ben diverso della zona.

La storia dell’area sgambamento cani del 2017 ci lascia una lezione semplice: non basta avere un’idea giusta, bisogna anche realizzarla nel modo corretto. Perché un progetto utile, se inserito nel contesto sbagliato, rischia di diventare un fallimento ma allo stesso tempo, lascia una domanda aperta: oggi si può fare meglio?

Un’opera fallita da 3/10 in una scala di voti, ma che potenzialmente è un 7/10 se fatta nel modo giusto e che potrebbe diventare un 10/10 se, in un colpo solo, si da alla città un’area inedita per sgambamento cani e si recupera anche una zona abbandonata.

Due spazi diversi, due possibilità. Perché Backflip non è solo un salto nel passato, ma è partire dal passato per analizzarlo e, in questo caso, anche un modo per provare a immaginare il futuro e suggerire soluzioni.. tra non molto si voterà per le comunali e magari qualcuno potrebbe prendere spunto, anzi ce lo auguriamo a patto che ci sia un’idea e un progetto concreto.

E tu ricordi quella breve e fugare area per cani? Dove pensi possa rinascere oggi?

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