“Da Eboli verso Matera sulle vie dell’acqua”, l’importanza di tutelare i nostri fiumi

Presso il complesso monumentale di San Francesco di Eboli, si è tenuto il convegno “Da Eboli verso Matera sulle vie dell’acqua”.

Un focus sull’importanza della gestione delle risorse idriche lucane e campane, da preservare per un sano sviluppo del territorio.

Tanti i relatori presenti a partire dall’introduzione del professor Vito Pindozzi, portavoce del comitato “Eboli verso Matera”, che ha l’obiettivo di creare iniziative culturali grazie alla collaborazione di varie associazioni.

Il convegno entra poi nel vivo con il senatore e geologo Franco Ortolani, che definisce l’acqua un “monumento della natura”, mostrando alcune diapositive rappresentative del ciclo dell’acqua attraverso le rocce e le sorgenti, ricordando “l’importanza della tutela ai massimi livelli, tutela che non viene sempre garantita”. “In Basilicata, due km a monte della diga del Pertusillo – spiega Ortolani – vi sono stabilimenti di lavorazione del petrolio che hanno minato la purezza delle acque lucane. La “conditio sine qua non” per garantire risorse idriche sane – afferma il senatore – è tenere sotto controllo tutto il sistema idrografico, dai monti alla foce”.

LA QUESTIONE FIUME SELE – Durante la conferenza viene creato un vero e proprio spartiacque tra “nord fiume Sele” e “sud fiume Sele”: tutti i corsi d’acqua in Campania, a nord del fiume, risultano inquinati, mentre quelli a sud sono ancora poco contaminati e riescono a garantire una buona diversità biologica, oltre alla potabilità. Da qui nasce l’esigenza della Basilicata di attingere acqua potabile dalle riserve campane e soprattutto dalle sorgenti del fiume Sele. Da circa un secolo vengono portati avanti rapporti interregionali tra Campania e Molise, che forniscono acqua a Puglia e Basilicata, “regioni in cui non si riesce a garantire la raccolta di acqua per l’irrigazione e la lavorazione dei raccolti”, come emerge dall’intervento dell’avvocato Musacchio, responsabile del Consorzio di bonifica Basilicata.

A fare da cornice al dibattito, i quadri dell’artista di Contursi Terme Lello Gaudiosi, pittore dei paesaggi della valle del Sele da 35 anni, il quale crede fermamente in un “nuovo rinascimento grazie alle associazioni di volontariato”.

Infine, l’architetto Maria Gabriella Alfano ha spiegato come, sin dai tempi più antichi, i corsi d’acqua siano stati vie di comunicazione tra le civiltà ma nel corso degli anni, le acque interne sono state trascurate: episodio di pochi anni fa è la moria di trote nell’alto Sele a causa di sversamenti di una fabbrica.

Lo stato del fiume rispecchia la qualità della vita del territorio e quindi, tutelare l’ambiente significa tutelare la natura, la salute e l’economia.

Antonio Mangano

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