Eboli, la protesta di Paolo contro il DPCM: “Resto aperto, vorrei coesione tra i ristoratori”

In questi giorni stiamo assistendo a svariate proteste più o meno pacifiche in seguito alle nuove disposizioni imposte dal governo dopo l’ultimo DPCM che obbliga i ristoratori a chiudere alle ore 18, ma con la possibilità di svolgere il solo servizio d’asporto fino alle ore 22.30 per quanto riguarda la Campania.

Anche ad Eboli queste limitazioni stanno tagliando le gambe a tanti commercianti e tra questi troviamo Paolo Mazzeo, titolare della pizzeria-hamburgeria “L’Angolo di Paolo”, che da oggi ha deciso di avviare una protesta singolare, rischiando di andare incontro anche a sanzioni, ma con il coraggio di voler lanciare un segnale forte a tutta la categoria.

Paolo è determinato nella sua scelta e spera che altri ristoratori si uniscano al suo gesto: “La mia attività è dotata di tutte le precauzioni necessarie e rispetta tutte le norme di prevenzione covid, abbiamo già ridotto la capienza della metà dei posti e adesso vivere di solo asporto sarebbe la nostra fine. Siamo ad Eboli non in una metropoli e qui l’asporto non è un servizio che va per la maggiore. In estate ci hanno fatto fare ciò che volevamo e ora la colpa dei contagi sarebbe dei ristoratori? Io ho una dipendente con una famiglia e solo lei lavora nel suo nucleo, come faccio a mandarla a casa?”

Per questo, chiede anche un supporto al presidente di Confesercenti Eboli, Donato Santimone: “Vorrei una riunione tra tutti i ristoratori per cercare una strada comune come hanno scelto di fare, ad esempio, tutte le pasticcerie di Eboli, invece di fare a gara tra noi”

Tutti i timori e le preoccupazioni di Mazzeo sono confluite nella protesta che partirà oggi: “Ho deciso di restare aperto anche dopo le 18 e se verrà qualche cliente lo farò entrare, a prezzo scontato e con tutte le precauzioni che abbiamo adottato finora”.

Ma non finisce qui: “All’orario di chiusura, invece, resterò solo io qui per un’altra ora, con il locale chiuso ma con le luci accese in segno di disapprovazione verso delle restrizioni che non meritiamo”.

Filippo Folliero – Il Mattino

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