Tradizioni & Curiosità: la Pasqua e le sue origini con gli antichi riti pagani

In quel tempo, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!”. I quattro evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni, riportano nei loro scritti l’entrata di Gesù a Gerusalemme accolto da un popolo festante, sul dorso di un asino. Al suo passaggio le genti stesero i loro mantelli e reggevano in mano foglie di palma simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. La domenica delle Palme e festeggiata dalla religione  cattolica, ortodossa e dai protestanti.

Il rito però ha origini antichissime, la resurrezione di un Dio sceso negli inferi se ne ha già traccia nei manoscritti dei popoli dell’antico egizio, fenicio, greco e germanico in epoche diverse, luoghi diversi ma che tutte accomunate dallo stessa cerimonia.

  • Quando ha inizio il rito? Tammuz e i Babilonesi

Una delle testimonianze più antiche si ha dal popolo Babilonese e la resurrezione del Dio Tammuz/Tummuz. È menzionato per la prima volta in alcuni testi risalenti al periodo sumero del 2600 – 2334 a.C. ma si pensa che il suo culto sia molto più antico. Tummuz nei manoscritti era indicato come il Dio pastore, in altri come il Dio pescatore. Si narra che la Dea Semiramide fu fecondata dal Dio Nimrod. Dalla vergine nacque Tummuz.

La morte di Tummuz ha numerose versioni, gli unici testi concordi è che fu una morte violenta voluta per salvare l’umanità. Il popolo Babilonese invocava ogni anno la resurrezione del Dio simbolo di rinascita e prosperità, così nel mese di Marzo – Aprile venivano celebrati i rituali della passione e morte del Dio durante i quali avevano luogo le processioni nel deserto, il percorso era scandito da pianti e lamenti destinati a invocare il ritorno del Dio Tummuz dall’Ade. Il rito durava sei giorni dopo i quali il Dio resuscitava, la funzione era estesa in tutto l’oriente, dove erano a lui dedicati molti templi fino a Gerusalemme.

Era consuetudine mettere una statua di Tummuz in una barca e affidarla alle acque del fiume, altri raffiguravano la sua morte gettando grano nell’acqua, oggi funzione ripresa con i Subburchi fatti con germogli di grano che adornano gli altari in alcune culture del sud.

  • La festa di Ostara, equinozio di Primavera e la Dea Eostre

L’equinozio di Primavera è una festa legata alla morte e alla rinascita della terra. Ogni religione ha un rito per festeggiare l’arrivo del nuovo ciclo, fatto di usanze riti e nomi. I popoli del nord festeggiavano questo equinozio con la celebrazione di Ostara festa della rinascita e del rinnovamento. Il mese di Aprile, per i popoli anglosassoni si chiamavano Eostre-monath ed era celebrato in onore della Dea Eostre divinità della vita e della fertilità. I simboli usati in questa festa sono l’uovo e la lepre. 

L’uovo che simboleggia due cicli della vita, la prima nascita con la deposizione, e la schiusa, una seconda rinascita, una rappresentanza del principio della vita. Le uova erano bollite e poi dipinte con colori brillanti con vari tipi di strisce che rappresentavano i cicli della vita.  La lepre aveva un forte legame con la Dea Eostre e spesso lei stessa era rappresentata con la testa di lepre. Secondo la credenza la lepre deponeva le uova e poi erano scambiate e offerte sotto un albero dedicato alla Dea Eostre.

CURIOSITA’

  • La trinità babilonese era Dio Nimrod (Dio Pesce, Oannes), Tummuz figlio di Dio, Dea Semiramide (Colomba, Grande Madre, Iside).
  • A Tummuz fu dedicata una costellazione della “Via di Anu”, considerata il luogo della sua dimora.

Laura Piserchia

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