Unisa, progetto ‘Palazzo Vigna della Corte’: candidato come ‘Luogo del Cuore’ FAI (FOTO)

Il Palazzo Carafa, ben noto come Palazzo Vigna della Corte, rappresenta un elemento di notevole pregio nell’architettura locale, nonché punto cardine nella storia e nella collettività di un paese di antiche origini: Castel San Lorenzo (Salerno).

Proprio un intervento di restauro di questa struttura è stato sviluppato durante il corso di ‘Restauro Architettonico’ presso la facoltà di Ingegneria Edile & Architettura dell’Università degli Studi di Salerno a cura delle studentesse Raffaella Berritto, Camilla Conforti, Alessandra Gargiulo, Chiara Perillo, Rossella Scorzelli.

“Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione è finalizzato a conservare e riportare agli antichi splendori questo edificio settecentesco. Il progetto è stato presentato all’amministrazione Comunale ed ai proprietari che hanno apprezzato la proposta ed offerto la loro collaborazione, – spiegano le ragazze –  ma a causa di insufficienza di fondi abbiamo deciso di candidare il palazzo come “Luogo del cuore’’ sul sito FAI (Fondo Ambiente Italiano). Questo ci darebbe la possibilità, non solo di salvaguardare il bene, ma contemporaneamente di accedere ad un bando che prevede un supporto economico per le iniziative di restauro”

STORIA – La costruzione ed in seguito l’evoluzione storica del Palazzo si lega inevitabilmente alla storia della famiglia Carafa, nella fattispecie ai Carafa principi di Castel San Lorenzo. Essi fecero costruire questo edificio agli inizi del 700, nonostante la presenza già di un castello sulla sommità del paese, infatti il Palazzo Vigna della Corte si differisce dai castelli medievali in quanto la sua configurazione predilige una forma in pianta quadrata con quattro torri circolari agli angoli.

Esso si colloca ai piedi del centro storico su una collinetta scoscesa che affaccia sulla Valle del Calore. Il Palazzo nacque inizialmente come un villa di campagna, era inserito all’interno di una masseria detta Vigna della Corte, circondato da giardini, orti, frutteti, uliveti e vigneti e proprio da quest’ultima coltura, ne prese il nome sia la località che l’edificio per poi diventare con i Carafa una vera e proprio villa residenziale.

STRUTTURA – La struttura si compone di tre livelli, uno seminterrato e due fuori terra, un lungo viale il cui ingresso è direttamente collegato alla strada principale. La facciata posteriore, che dà sul pendio, vede la presenza di più balconi al piano terra e di un’ampia terrazza al piano primo. Varcato il portone di ingresso, si presenta un grande atrio da cui è possibile accedere alla corte centrale dalla quale si sviluppano due rampe di scale, che portano alle stanze del primo piano, oltre che due rampe laterali che invece conducono al piano seminterrato. Quest’ultimo era adibito non solo come frantoio, ma anche come cantina e deposito di attrezzi agricoli, molti dei quali sono ancora oggi conservati. L’ala sinistra del piano terra era adibita a Pinacoteca, in cui la famiglia Carafa esponeva le proprie tele, mentre l’ala di destra era destinata presumibilmente ad ambienti di servizio. Le due parti differiscono anche per la tipologia di pavimentazione utilizzata poiché gli ambienti di rappresentanza sono caratterizzati da piastrelle in ceramica di Vietri la cui decorazione varia da stanza in stanza, mentre gli ambienti di servizio presentano piastrelle in cotto meno pregiate, ma più antiche delle altre.

COS’E’ UN “LUOGO DEL CUORE” – I Luoghi del Cuore è una campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) in collaborazione con Banca Intesa San Paolo. Il progetto, nato nel 2003, invita la popolazione a segnalare luoghi italiani che sente particolarmente cari e importanti e che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future.

Il progetto alterna due fasi: il Censimento negli anni pari e il Bando negli anni dispari.

Durante il Censimento si possono segnalare e votare i propri Luoghi del Cuore. I primi 3 luoghi in classifica e i vincitori della classifica speciale dedicata a un tema diverso in ogni censimento, riceveranno un contributo economico a fronte di un progetto concreto da concordare con il FAI. Dopo ogni censimento viene aperto un bando, sul quale possono candidare un progetto tutti i luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti al censimento. Si può richiedere un contributo economico, o la collaborazione tecnica del FAI in specifici ambiti. In totale, nelle nove edizioni, sono stati raccolti oltre 7 milioni di voti, segnalati più di 37.000 luoghi e sostenuti 119 progetti a favore di luoghi d’arte e di natura in 19 regioni.

COME SUPPORTARE IL PROGETTO – Per ridare lustro e vita a questa bellissima struttura, le studentesse universitarie, come scritto in apertura, hanno candidato il loro progetto tra i Luoghi del Cuore sul sito FAI e chiunque potrà votare per permettere a quest’iniziativa di ricevere i fondi necessari per avviare il restauro e la rinfunzionalizzazione.

Pertanto invitiamo tutti i lettori a contribuire a questa proposta votando al link: https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-vigna-della-corte?ldc

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