WikiLeaks e Julian Assange, la fuga di notizie che ha messo a nudo l’Occidente

Tra i primi documenti a fare scalpore c’erano quelli legati alla presenza americana e dei suoi alleati in Afghanistan. Secondo i dati forniti e pubblicati da WikiLeaks nel 2007, i soldati americani presenti in territorio afghano si sono resi responsabili di uccisioni di civili, i cui corpi sono stati dissimulati e la notizia mai resa di dominio pubblico.

Julian Assange: tra le figure principali di WikiLeaks vi è senza ombra di dubbio quella di Julian Assange, giornalista e attivista di origini australiane, caporedattore di WikiLeaks.

Tra gli obiettivi di Assange e degli altri membri di WikiLeaks vi è quello di una trasparenza totale sulle attività dei governi. Secondo questi, solamente una trasparenza totale sulle informazioni permetterebbe ad una società di essere veramente giusta, democratica e con un rispetto profondo per l’etica.

La storia giuridica di Julian Assange è estremamente travagliata. Sin dal 2010 il sito di WikiLeaks è preso di mira dai governi di mezzo mondo per le sue “attività di spionaggio” e viene quindi bannato a più riprese.

Julian Assange

Tuttavia, la prima accusa arriva nel 2010 dalla Svezia e riguarderebbe un caso di stupro da parte del caporedattore di WikiLeaks. Accusa che Assange rifiuta categoricamente e che l’opinione pubblica internazionale non ha esitato a definire una cospirazione nei suoi confronti. In effetti, l’accusa proveniva da un’ex amante, spinta da una poliziotta di Stoccolma a denunciarlo, che lo definiva su Facebook “un pallone gonfiato”. Senza voler riprendere nel dettaglio tutte le peripezie giuridiche che ruotano intorno all’affaire Assange, lo scopo di fondo è sempre stato abbastanza chiaro: estradare Assange negli Stati Uniti dove il reato di spionaggio è tra i più gravi e può prevedere anche la pena di morte, come previsto dall’Espionage Act del 1917.

Assange decide di trovare rifugio nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, il cui presidente, Rafael Correa, di centro-sinistra ma in disaccordo con Washington, decide di proteggerlo proprio nell’ambasciata, che è de facto e de iure territorio ecuadoregno e quindi invalicabile per le autorità di Scotland Yard. Tuttavia, lo scorso settembre, Yahoo News! ha rivelato che nei piani di Mike Pompeo, ex Direttore della CIA tra il 2017 et il 2018 e poi Segretario di Stato con Donald Trump, c’era quello di sequestrare Assange nell’ambasciata dell’Ecuador, come confermato da una trentina di alti funzionari.

L’Ecuador, che prima gli aveva dato la cittadinanza, decide di sospenderla (come se si potesse sospendere una cittadinanza!) nel 2019, permettendo agli agenti inglesi di arrestarlo. Gli ultimi eventi giudiziari che ruotano attorno ad Assange riguardano, per l’appunto, il procedimento di estradizione negli Stati Uniti. La misura d’estradizione è stata interrotta in ragione della sua salute fisica e mentale, ma il processo non si è chiuso e dei risvolti potrebbero accadere da un momento all’altro.

Ambasciata Ecuador a Londra

Le grandi inchieste di WikiLeaks: ogni documento captato e reso pubblico da WikiLeaks è destinato a fare rumore. Le principali, come già ricordato, riguardano le attività militari e in particolare le quelle nascoste in Afghanistan e in Iraq. WikiLeaks ha rivelato come i soldi sono stati sperperati in Afghanistan, facendo il nome dell’ex presidente Karzai, la cui famiglia era totalmente corrotta (soldi che venivano probabilmente dal traffico dell’oppio), senza che gli Stati Uniti facessero nulla. Ritornare su questi documenti oggi ci spiega molto sulle cause del tracollo made in USA in Afghanistan. Oltre al massacro di civili in Afghanistan, WikiLeaks ha reso pubblico il video chiamato Collateral Murder, in cui degli elicotteri aprirono il fuoco su civili a Baghdad, in Iraq.

I documenti segreti svelati da WikiLeaks sono stati trafugati dall’ex militare Chelsea Manning, condannata in un primo momento a 35 anni di prigione, ma rilasciata definitivamente nel 2020. Numerose banche sono cadute nel vortice dei documenti resi pubblici da WikiLeaks, come la Julius Bar svizzera, accusata di favorire l’evasione fiscale e il riciclo.

WikiLeaks ha mostrato che innumerevoli governi mondiali erano sotto il controllo diretto della NAS, l’Agenzia per la Sicurezza nazionale, tra cui Silvio Berlusconi per i suoi legami con Gheddafi e Putin. Inoltre, sono stati resi pubblici alcuni giudizi delle ambasciate mondiali degli Stati Uniti nei rispettivi paesi. Tra questi documenti troviamo dei rapporti sullo stesso Berlusconi, definito come “incapace, vanitoso e inefficace”. Altri giudizi negativi vennero espressi nei riguardi di altri leader come Sarkozy.

I documenti rivelati da WikiLeaks vennero accolti negativamente sia dal Partito Democratico che dai Repubblicani. Alcune e-mail all’indirizzo di Hillary Clinton mostravano il ruolo attivo di Arabia Saudita e il Qatar nell’organizzazione e favoreggiamento dell’ISIS e di altre organizzazioni terroristiche come Al-Qaeda, con gli Stati Uniti che ne erano dunque a conoscenza. Fu un duro colpo per la Clinton, che in quel momento correva per le primarie.

Fu proprio Obama a creare un Interagency Policy Committee for WikiLeaks, un ente preposto a contrastare la fuga di notizie. Nel 2017, con l’inchiesta Vault 7, WikiLeaks ha pubblicato migliaia di file in possesso della CIA.

Giudizi su WikiLeaks: WikiLeaks ha sin dall’inizio diviso l’opinione pubblica, tra quelli che vedevano Assange e i suoi collaboratori come dei martiri in favore di una trasparenza assoluta e di una democrazia più cosciente (non a caso sono stati più volte proposti con Chelsea Manning al Premio Nobel per la pace) e quelli che considerano che uno Stato abbia tutto il diritto di avere delle attività nascoste per questioni anche di ordine pubblico interno, oltre che di geopolitica esterna.

Assange è stato più volte accusato di essere vicino alle posizioni russe, paese in cui ha partecipato a dei talk-show in tv (da remoto). Probabilmente Assange e il progetto WikiLeaks non sono né dei martiri né degli impostori. Tuttavia, risulta difficile difendere e comprendere le posizioni di coloro che considerano giusto (e non solo legale) l’ingiustizia istituzionale.

Quelli rivelati non sono segreti di guerra, sugli armamenti o le tattiche. Si tratta di azioni ingiuste compiute da Stati e che hanno visto la morte di decine di civili. WikiLeaks ha cercato di far luce e diffondere notizie che hanno messo a nudo la posizione dominante degli Stati Uniti rispetto ai suoi alleati.

Il re è nudo e non è un bello spettacolo.

Francesco Mirra

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