Covid, guide turistiche dimenticate dallo Stato: “Fermi da un anno, non vogliamo sussidi ma lavorare”

La pandemia da coronavirus covid19 ha messo in evidenza tutte le criticità che il governo di questo paese si trova ad affrontare. Il comparto turistico è allo stremo nonostante sia tra i motori portanti della nostra economia con il governo che sembra non avere compreso la gravità delle scelte che hanno portato al collasso tutto il settore e principalmente i professionisti come guide turistiche e accompagnatori abilitati che di questo motore chiamato turismo ne sono gli ingranaggi principali ma che da un anno sono però completamente fermi.

Tra questi troviamo Maria Sannino, originaria di Ercolano, guida turistica abilitata che spesso si trova a lavorare con i suoi tour nella provincia di Salerno tra Costiera Amalfitana e Paestum, simbolo del Bel Paese.

“Il governo ha pensato bene di dare un ristoro e ha messo a disposizione 20 milioni di euro che dovranno essere distribuiti a circa 40mila professionisti. In matematica sono 500 euro ciascuno. Sembra quasi che il governo abbia difficoltà a comprendere il concetto che guide ed accompagnatori svolgono questa professione regolarmente e che con essa devono sostenere le proprie famiglie. Non è un lavoro svolto per hobby né per volontariato, né un secondo lavoro”, spiega Maria.

ABUSIVI CONTRO ABILITATI – Lavorando da marzo a novembre, le guide e gli accompagnatori devono guadagnare tanto da poter affrontare anche il periodo di inattività. Si tratta di due professioni specialistiche, che richiedono anni ed anni di studi diversi: lingue straniere, storia, geografia, cultura, enogastronomia. Tutto questo, già in un mondo senza covid sembrava essere stato dimenticato dallo Stato dato che non ha mai tutelato questa categoria dai cosiddetti abusivi: “E’ assente sia nel controllo dell’abusivismo, dove molti si sostituiscono ai professionisti abilitati, sia nella emanazione di una legge corretta, sia nel provvedere ad un vero aiuto concreto che metta i professionisti del turismo in condizioni di poter lavorare”. La pandemia ha poi posto completamente la parola fine perchè il lavoro non riprenderà prima di marzo 2021 o addirittura nel 2022.

NO SUSSIDI, VOGLIAMO LAVORARE – Guide ed accompagnatori non chiedono sussidi che sembrano elemosine date per contentino, ma vogliono tornare al proprio lavoro. Devono sostenere le proprie famiglie, devono pagare le tasse che lo stato sta comunque richiedendo, devono versare i contributi per la pensione: Che contraddizione è mai questa? Si ricevono gli aiuti solo se si è in regola con il versamento dei contributi? E come si pagano i contributi se non si lavora e non si ricevono compensi? Le manovre volute dal governo con il lockdown ci hanno lasciato un anno intero senza lavorare ma costretti comunque a pagare contributi e tasse con quei pochi risparmi rimasti o a contrarre debiti per vivere e pagare bollette, mutui, affitti, figli a scuola o all’università. Vogliamo lavorare, è l’unica cosa che ci interessa. Pretendiamo rispetto e dignità”.

Maria si fa portavoce di tanti suoi colleghi che si trovano nella medesima situazione. Il turismo, abbinato alla ricchezza storica del nostro territorio è da sempre uno dei motori primari dell’economia italiana e dimenticarsi di chi permette ai turisti del mondo di conoscere le nostre bellezze, non è di certo un segnale incoraggiante verso tutte quelle categorie che con il loro lavoro difendono e diffondono la cultura italiana.

Filippo Folliero

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