Eboli e la sorgente delle “Fontanelle”: una risorsa per il territorio

Qualche giorno fa la Provincia di Salerno è stata interessata dalla mancanza totale di acqua per quasi un intero giorno in seguito a dei lavori svolti dall‘ASIS.

In molti, complice il grande caldo, hanno sofferto la mancanza di rifornimento idrico e quindi ci siamo chiesti se nel caso dovesse venire a mancare acqua per qualsiasi ragione, un territorio come Eboli come potrebbe far fronte a questa emergenza?

Un modo c’è e ne abbiamo parlato con una delle memorie storiche della città, il professor Francesco Paolo Abbinente, che racconta come nella zona Fontanelle sia presente una sorgente che potrà sempre sopperire i problemi legati alla mancanza di acqua.

L’idea di Abbinente non è una novità assoluta, dato che lo stesso professore aveva inviato tempo fa una nota al dirigente UTC, l’ingegnere Rosario La Corte, nel quale illustrava l’uso e l’utilità della sorgente che esiste fin dai tempi dello sbarco alleato.

COME UTILIZZARLA? – Il professore spiega che l’innesto della sorgente nella rete idrica potrebbe contribuire a mantenere sempre stabile il livello dell’acqua delle condotte comunali potendo fare così fronte a qualsiasi tipo di emergenza.

“Gli americani ad esempio, disposero le basi proprio intorno alla sorgente di San Giovanni – racconta Abbinente – quindi immaginate abbinando questa sorgente ai pozzi privati si risolverebbe definitivamente ogni tipo di problema di mancanza di acqua”

Così facendo, verrebbero meno anche le tante telefonate e lettere di protesta che ogni volta sia il Comune sia l’ASIS si vedono recapitare soprattutto dagli utenti che abitano ai piani alti, che praticamente ricevono l’acqua con il contagocce, con l’aggiunta di interi quartieri come Sant’Andrea, Salita Ripa, Santa Croce, Via Spirito Santo, zona San Cataldo e lungo via Olevano, dove l’acqua è praticamente inesistente nei momenti di magra.

Come sempre, in materia ambientale, il prof. Abbinente si dimostra una fonte inesauribile di conoscenza, come fatto già in passato evidenziando problemi che nonostante fossero sotto gli occhi di tutti, erano sfuggiti a coloro che dovevano vigilare sulla questione ambientale, come il famoso caso della scorsa estate dei platani malati lungo il viale Amendola.

Filippo Folliero

 

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