Pediatria, chiusi i reparti di Eboli ed Oliveto: trasferiti i bambini della valle del Sele e del Calore

Ennesima storia di disorganizzazione e di sperpero di danaro pubblico che solo in Regione Campania può esistere: si chiudono i reparti di Pediatria di Eboli ed Oliveto Citra e, magicamente, si apre con gli stessi costi “l’ACAP”: un ambulatorio pediatrico di continuità assistenziale aperto nei festivi e prefestivi con cui si pagano a peso d’oro (circa 800 euro a turno se si contano anche gli annessi e connessi) i pediatri di base per fare quello che dovrebbero fare normalmente.

“In questa Regione, in violazione di legge, si potenziano ospedali fantasma elevandoli a DEA di I livello, penalizzando Ospedali come Eboli, Battipaglia, Roccadaspide ed Oliveto Citra – spiega Rolando Scotillo della FISI –  che assistono una popolazione di oltre 300.000 abitanti ed ove vengono chiusi reparti come Ostetricia e Ginecologia e Pediatria, nel mentre in Ospedali dove vi è un parto ogni 4 giorni De Luca (Presidente della Regione Campania) non solo mantiene le strutture ma addirittura le potenzia!”.

Sulla questione interviene anche la Presidente del Comitato per la tutela della salute pubblica Rosa Adelizzi: “In questi giorni molti bambini, accompagnati dai loro genitori, hanno visto rifiutare il ricovero nel proprio Ospedale cittadino e sono stati trasferiti presso altri Ospedali della provincia, è una vergogna! Qui si risparmia sulla salute dei cittadini e si costringono intere famiglie ad allontanarsi e costringendoli a spese ulteriori perché si fa politica con i soldi pubblici, invece di organizzare Ospedali e servizi, come prevede la legge, per ambiti territoriali e per densità di popolazione e si favoriscono i territori più vicini politicamente: De Luca dovrebbe vergognarsi!”

A rincarare la dose Scotillo: “Basti pensare che sia sul depotenziamento degli Ospedali della Valle del Sele che sulla chiusura del PSAUT di Salerno, il Comitato per la tutela della salute e la FISI si sono ritrovati da soli e che il Sindaco di Salerno sulla problematica ha fatto orecchie da mercante. Per non parlare dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL e della FIALS e del Nursind, buoni a lamentarsi quando tutto va a rotoli, ma pronti ad appoggiare la cattiva politica quando si tratta di approvare piani ospedalieri dal sapore politico disinteressandosi dell’utenza”

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