Riapertura scuole in Campania: ma com’è andata la prima settimana al Nord? (FOTO)

Quest’anno il primo giorno di scuola ha fatto emozionare non solo i bambini, gli insegnanti e il personale ATA, ma tutti noi.

Il primo giorno di scuola era sulla bocca di tutti: era l’argomento del giorno al bar, in ufficio, negli ospedali… dappertutto. L’abbiamo atteso tanto qua al Nord Italia, dove tutto è iniziato. Eh sì perché il primo giorno di scuola è sempre stato un giorno importante: il giorno della ripartenza e del ritorno alla quotidianità con scadenze ed esami, compiti a casa e interrogazioni. Quanti bambini e ragazzi anche solo un anno fa avrebbero barattato volentieri questa routine con delle vacanze prolungate…

Ma quest’anno no… quest’anno tutti, sia bambini che ragazzi, non vedevano l’ora di ritornare sui banchi di scuola, e tutti noi con loro.

LA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA – Il 14 settembre 2020 le scuole hanno riaperto in 12 regioni italiane: Lazio, Emilia Romagna,Lombardia, Molise, Marche, Toscana, Liguria, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e la provincia di Trento.

È stato un evento tanto atteso, ma anche al centro di numerose polemiche a causa delle
condizioni non del tutto ottimali per una ripartenza in sicurezza. Io vi voglio raccontare cosa è successo in Lombardia attraverso alcune testimonianze che mi sono giunte da una scuola in provincia di Milano.

In questa scuola primaria è stato deciso di fissare l’orario delle lezioni dalle 8.30 alle 12.30 a partire dal 14 settembre fino al 2 ottobre. Un’organizzazione temporanea, dunque, che non prevede le lezioni pomeridiane. Ma queste ore verranno recuperate in qualche modo attraverso la didattica a distanza? Vi chiederete voi. Al momento nessuno sa ancora dare una risposta.

Per il primo giorno di scuola le insegnanti si sono posizionate nei pressi dei due cancelli della scuola in questione, per svolgere il servizio di accoglienza e accompagnare i bambini nelle rispettive aule, seguendo cinque percorsi diversi (verde, azzurro, arancione, giallo e rosso) segnalati da apposite segnaletiche. Il primo giorno l’ingresso a scuola si è svolto a orari scaglionati, mentre a partire dal secondo giorno tutti i bambini sono entrati insieme.

L’orario di accesso ai bagni, invece, deve essere rispettato tutti i giorni e prevede che ogni classe vada in bagno a un orario prestabilito. Prima di andare in bagno i bambini devono necessariamente usare il gel igienizzante presente in ogni classe, dopo di che dovranno lavarsi le mani in bagno prima di tornare in aula. Il bagno deve essere sanificato dopo l’uso di ogni classe.

All’interno dell’aula, invece, i banchi non devono essere spostati, poiché la loro posizione è segnalata da un bollino corrispondente a ogni piede del banco. Tutti i bambini, inoltre, dovranno utilizzare solo ed esclusivamente il proprio materiale scolastico che dovranno portare a scuola e riportare a casa tutti i giorni.

DIFFERENZE TRA SCUOLE ED EMERGENZE – Questa scuola ha deciso di far indossare la mascherina ai bambini solo nel caso in cui le insegnanti decidano di portarli in giardino e ogni volta che i bambini abbiano la necessità di alzarsi dal proprio posto per qualsiasi motivo. In altre scuole, invece, si è deciso di far indossare la mascherina ai bambini anche quando questi ultimi si trovano seduti al banco. Si tratta dunque di una scelta che la scuola può prendere in autonomia.

E se un bambino dovesse avere dei sintomi influenzali? La preside di questo Istituto ha vietato ai genitori di mandare i bambini a scuola qualora avessero anche solo la tosse o il raffreddore. Se poi a scuola si dovessero verificare dei sintomi di questo tipo, i genitori devono essere chiamati immediatamente per venire a prendere il bambino.

Se invece il bambino dovesse avere la febbre la procedura è un po’ più complicata. Innanzitutto viene chiamato il bidello che dovrà portare il bambino nella stanza COVID (ogni scuola deve averne una) per misurargli la febbre. Una volta appurato che il bambino ha la febbre, il bidello deve avvisare il referente COVID (questo ruolo è ricoperto da semplici insegnanti; devono essercene due per ogni scuola) che a sua volta avviserà la segreteria, la quale contatterà l’ATS (vecchia ASL). Nel frattempo il bidello dovrà mettere il camice, la mascherina, la visiera e i guanti in attesa dell’arrivo dei genitori. Una volta giunti i genitori, il referente COVID chiederà loro il nome del pediatra di riferimento che dovrà essere comunicato all’ATS.

Come vedete di regole ce ne sono molte e alcune di queste sono davvero molto complesse.
Nel corso di questa prima settimana ci sono già state delle segnalazioni di bambini e genitori con febbre, non solo in questa scuola ma anche in molte altre scuole italiane.

Sicuramente siamo di fronte a una realtà del tutto nuova, di gran lunga lontana dalla quotidianità alla quale eravamo abituati. Una cosa però voglio sottolinearla: non ho mai visto i bambini così felici ed entusiasti di andare a scuola come in questa prima settimana; bambini che hanno risposto positivamente e in modo diligente alle nuove regole, quasi fossero già abituati a questo stile di vita. Ciò dimostra, dunque, la grande capacità dei bambini nel sapersi adattare ai cambiamenti, un’attitudine che di sicuro li contraddistingue dagli adulti.

Non resta che affidare a loro il nostro futuro e sperare in una serena ripartenza.

Serena Ponso

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