Unisa, esami ancora da casa: ma la pratica del ‘distanziamento’ non esisteva già prima del covid?

In questi giorni in Italia sta riaprendo davvero tutto nell’ormai avanzatissima fase 3: ultime in ordine di tempo la riapertura di discoteche e la possibilità di tornare a praticare calcetto.

E’ ripartita la movida, è ripartito lo sport, è ripartita la ristorazione ma non riparte la possibilità di svolgere esami in presenza per gli studenti universitari.

DISTANZIAMENTO PRE-COVID – E pure, almeno per gli esami scritti il problema del distanziamento sociale non dovrebbe sussistere, come hanno spiegato alcuni studenti dell’Università degli Studi di Salerno, perchè si svolgevano già in maniera distanziata.

Infatti, un qualsiasi esame scritto prevedeva il distanziamento dei ragazzi lasciando sempre libero un posto tra l’uno e l’altro, se non addirittura due per i più pignoli e per evitare di copiare a aiutarsi a vicenda.

Per l’orale, invece, si andava sempre uno alla volta o al massimo in due ma sempre distanziati l’uno dall’altro.

Ora tutto ciò sembra inattuabile, mentre in tanti altri settori (se non tutti) le migliori task force hanno progettato metodi alternativi per riavviare le varie attività, mentre a livello universitario la soluzione c’è sempre stata ma sembra inattuabile.

Ad esempio, svolgere un esame di Analisi da casa è un qualcosa di ancora più penalizzante per i ragazzi costretti, oltre a dover svolgere una prova già di per sè impegnativa, a dover dimostrare anche di essere soli, di non aver escogitato qualcosa in camera per copiare ecc ecc, preoccupazioni in più e francamente evitabili.

L’unica certezza oggi, è che l’Unisa è ferma e il silenzio vige da mesi.

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