Appuntamento Letterario consiglia: “Acquerello”, del cilentano Giancarlo Vigorito

Sulla scia di ciò che vi abbiamo raccontato negli scorsi mesi, continua la rubrica in cui i ragazzi di “Appuntamento Letterario” ci daranno ogni due settimane i loro consigli per una sana ed immersiva lettura.

Nessuno spoiler, nessuna recensione, ma una presentazione di un libro che a detta del gruppo tutti dovrebbero leggere. Proseguiamo con lo spazio dedicato agli autori del nostro territorio, con recensioni ai loro lavori a cura di Roberta Gargiulo. Oggi parleremo de “Acquerello”, del cilentano Giancarlo Vigorito.

ACQUERELLO –  Un libro che parla attraverso i colori. L’autore, Giancarlo Vigorito, mette insieme un mondo misto e variopinto, fatto di suggestivi paesaggi: i colori della macchia mediterranea, il blu del mare cilentano, l’oro della sabbia e il bianco dei gigli di mare. I protagonisti sono gli animali, gli uomini e, attraverso vivide descrizioni, anche la natura. Quella della campagna del mondo contadino e quella ricca e selvaggia di luoghi ancora inviolati. Un insieme polimorfo e multipiano di emozioni è espresso dai personaggi che popolano i brevi racconti.

Giancarlo Vigorito

Il comune denominatore delle storie è il ricordo. Attraverso la memoria, vengono recuperati i viaggi al Nord, nel Veneto e quelli al Sud, nel Cilento. I ricordi di Casal Velino, le lunghe passeggiate, gli amori lontani, i vecchi rancori, le antiche tradizioni e persino i racconti omerici, tutto concorre ad arricchirne l’intreccio. La struttura narrativa è tenuta insieme dall’esposizione in prima persona del personaggio autore che ripercorre i corsi e ricorsi del tempo. Egli in un continuo divenire, simile al movimento perpetuo del mare – che quasi sempre è coprotagonista di fondo – si lascia andare aggirandosi tra vicende e luoghi.

Benché il linguaggio sia carico ed evocativo, non manca di fluidità e chiarezza. L’intento di suscitare piacere al lettore è raggiunto attraverso le immagini proposte con una tecnica efficace ed incisiva. La capacità del narratore si esprime, oltre che nella prosa, anche attraverso dei brevi componimenti. Questi impreziosiscono il libro e come diapositive servono da fermoimmagine sul tempo. Sembra che vogliano bloccarlo su specifici eventi che riaffiorano alla mente dell’autore.

A cura di Roberta Gargiulo

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