Eboli è un ‘Uroboro’: una città che ‘soffre’ di povertà educativa e il nodo Biblioteca Comunale

La povertà educativa è uno dei grandi mali del Mezzogiorno, e di Eboli. Non è facile riuscire a risolvere qualcosa che richiede, per poter essere affrontata, di superare i limiti da essa stessa generati. È un Uroboro: la povertà educativa genera sè stessa, sempre di più.

Gli strumenti (e i dati) ci sono, e non aspettano altro che di essere utilizzati. Ne abbiamo discusso qui con Luca Giunti di OpenPolis che ci ha parlato ad esempio dei Patti Educativi di Comunità. Strumento messo a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, permette di realizzare una sinergia sul territorio tra tutti gli operatori che si occupano di educazione: scuole, biblioteche, associazioni, amministrazione.

Ci sono anche i soldi, perché molti fondi del PNRR sono investiti proprio nel tentativo di superare i divari educativi dei territori, come ci racconta questo report sull’impatto della povertà educativa in Campania. C’è bisogno però di attivarsi per raccogliere questa opportunità.

Che succede invece a Eboli?

La situazione della Biblioteca Comunale, sulla cui centralità e importanza abbiamo già scritto qui, è purtroppo ancora ferma. L’apertura rimane limitata all’orario 9-13, fascia durante la quale i ragazzi sono a scuola. Da settembre ad ora le frequentazioni della Biblioteca sono state in numero molto esiguo, e la sensazione generale è quella di una pacifica inerzia: nessuna iniziativa da parte del Comune, nessuna iniziativa in collaborazione con le scuole del territorio, nessuna visita guidata, nessun evento. Nemmeno nel programma natalizio si è pensato di inserire qualche evento che coinvolgesse o quanto meno utilizzasse gli spazi della Biblioteca.

Nel frattempo, la Direttrice della Biblioteca è andata in pensione e non è stata sostituita. I servizi della Biblioteca in questo momento sono affidati esclusivamente ad un borsista, affiancato per alcuni periodi da ragazzi che svolgono attività di tirocinio.

Abbiamo sentito sul tema Lucilla Polito, consigliera comunale e delegata del Sindaco per le questioni attinenti alla Biblioteca.

“Ho ricevuto rassicurazioni dagli Uffici Comunali che a breve sarà designato un sostituto della dottoressa Cassandra che da dicembre è in pensione. Questa persona si occuperà oltre che dell’ufficio cultura inizialmente anche della biblioteca.” ci dice la Polito. “Stiamo inoltre cercando di portare avanti delle collaborazioni con gruppi di volontari sul territorio per poter estendere l’orario di apertura della Biblioteca. Altra strada percorribile è quella di utilizzare le risorse del servizio civile”.

Purtroppo ancora non c’è un orizzonte temporale definito per queste iniziative, ma la consigliera ci rassicura che l’impegno dell’Amministrazione è massimo in questo senso. “C’è bisogno di dare spazi ai giovani e in generale a tutti i cittadini, in modo che possano riunirsi, collaborare, o anche solo passare del tempo in un ambiente calmo e sano.”

Proprio per favorire l’accesso dei giovani agli spazi della Biblioteca le chiediamo se non potrebbe essere una strada percorribile l’apertura pomeridiana in alternativa a quella mattutina, almeno per alcuni giorni della settimana.

“Solo l’orario mattutino certo non favorisce la presenza dei giovani in Biblioteca – continua la Polito -. Stiamo valutando insieme ai colleghi dell’Amministrazione alcune soluzioni che utilizzino le risorse attualmente disponibili, come ad esempio lo spostamento dell’orario di apertura alla fascia pomeridiana in alcuni giorni della settimana”.

Speriamo a breve si possa uscire da questo stallo che dura ormai da troppo tempo. Probabilmente il modo migliore per far si che qualcosa si muova in fretta è, come cittadini, chiedere con forza un investimento anche economico da parte dell’Amministrazione Comunale su queste voci di spesa.

Siamo sempre tutti d’accordo sulla necessità di investire in cultura ed educazione per far crescere il nostro territorio, dopo più di un anno dall’insediamento di questa squadra di governo è il momento di vedere qualche fatto.

Nel mentre alcuni cittadini si sono organizzati autonomamente, ne abbiamo parlato qui con le promotrici dell’iniziativa.

A cura di Michele Mondelli

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