Tradizioni & Curiosità: Gli antichi tentativi di “Ponte sullo stretto di Messina”

Il ponte sullo stretto di Messina è un dibattito sempre usato nelle campagne elettorali nazionali e locali. Collegare lo stivale alla regione Siciliana ha spesso riempito giornali e tavoli architettonici senza mai vedere un concepimento, eppure dell’idea di collegare i due territori, che distano soltanto tre chilometri, se ne parlò già in tempi antichissimi.

Ponte sullo stretto di Messina - Wikipedia

  • Il ponte sognato dal console Lucio Cecilio Metello

Dal III secolo a.c. fino alla fine della Repubblica Romana, la famiglia Metello ricoprì importanti ruoli militari e politici. Lucio Cecilio Metello era un politico come suo padre e suo nonno, con enormi poteri a Roma. Nel 264 a.C con il titolo di console, si recò a Palermo dove nel 251 a.C. sconfisse i cartaginesi e il loro comandante Asdrubale e secondo quanto si racconta l’impresa riuscì grazie ai romani che guidarono gli elefanti che schiacciarono e spaventarono i cartaginesi che si arresero.

Per celebrare la vittoria, il console Lucio Cecilio Metello pensò di portare degli elefanti e attraversare lo stretto. Plinio il Vecchio scrisse che il console escogitò un piano per riuscire nell’impresa. Collocò delle navi e sopra vi adagiò un ponte di legno.

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Denario di Quinto Cecilio Metello Pio
  • Il ponte dello stretto durante la storia

L’imperatore Carlo Magno nel IX secolo d.C. decise di realizzare una sequenza di ponti galleggianti sul mare ma le forti correnti non diedero scampo al ponte che affondò.
Roberto il Guiscardo nel 1060 progettò il collegamento fra le due terre ma morì prima di iniziare l’opera.

Ruggero II Re di Sicilia nel 1140 con degli esperti attuò uno studio di fattibilità, rendendosi presto conto che la fattibilità era alquanto complessa per quel tempo.

Ferdinando di Borbone II nel 1840 riprese il progetto e nel 1866 da parte del ministro dei lavori pubblici Stefano Jacini, incarica l’ingegnere Alfredo Cottrau costruttore e responsabile delle Ferrovie Italiane, di studiare un progetto per realizzare un collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Cottrau scriveva:

“La prima di queste idee consisteva nel poggiare le pile metalliche relativamente leggerissime ed offrenti poco ostacolo alle correnti ed ai marosi su grossi galleggianti in lamiera di acciaio, a forma di pesce piatto, come le tinche, ossia composte con due calotte sferiche riunite insieme; i galleggianti erano supposti sommersi e trattenuti a mezzo di forti ancore, a circa 10 o 12 metri sotto il livello medio del mare: essendo da tutti risaputo che a quelle profondità le più potenti burrasche diventano inerti ed insensibili.”

L’ingegner Carlo Alberto Navone, nel 1870 presentò il progetto “Progetto di Massima” che consisteva di un “Passaggio sottomarino attraverso allo stretto di Messina per unire in comunicazione continua il sistema stradale ferroviario siciliano alla rete della penisola”.

  • Curiosità

Resti fossili di elefanti nani sono stati rinvenuti su varie isole del Mediterraneo:

CiproMaltaCretaSiciliaSardegnaDodecanesoCicladi.

Laura Piserchia

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